This is the cauldron of my lucubrations...
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Sakkaku nasce nell' emisfero australe in un giorno dispari (e primo),in un mese dispari (e primo), in un anno palindromo (dispari e primo, logicamente). Animo precocemente precoce, ha sempre avuto un'attrazione per tutto ciò che concerne la sfera dell'irrazionale, dell'ignoto; in particolare attorno ai 13 anni i suoi interessi iniziarono a definirsi ulteriormente come reazione di fronte all'ipocrisia e alla volgarità del mondo:e allora eccola abbracciare il Decadentismo, una volta letti il Ritratto di Dorian Gray di Wilde e i Fiori del male di Baudelaire.Contemporaneamente si addentrava più approfonditamente nel campo della psicanalisi, si cimentava nello studio dell'antropologia (con riguardo specifico per la stregoneria nell'Europa occidentale), conosceva e si appassionava al gothic metal,e,sostanzialmente,coltivava il lato "oscuro" del suo animo. A partire da quel momento i suoi gusti divennero sempre più selettivi, pur rimanendo pressochè gli stessi,così come le sue numerose velleità(...)



When my time comes
Forget the wrong that I've done
Help me leave behind some
Reasons to be missed
And don't resent me
And when you're feeling empty
Keep me in your memory
Leave out all the rest
Leave out all the rest
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A Decadent Soul


martedì, 28 aprile 2009
"Carne, viscere,aspre ossa..." No?
sakkaku forgets the wrong at 13:34 «
Un po' alla rinfusa. Come la mia testa in questo periodo...













Per oggi vi propongo solo questo: devo dire che fare questo tipo di lavoro mi rilassa. Eppure non mi sentirò pienamente soddisfatta fintanto che non avrò trovato qualcosa di più violento, sanguinoso, espressivo, ai limiti dell'osceno  e di ogni soglia del dolore umanamente concepibile nella storia dell'arte.

E se non ci riuscirò lo creerò.

Tutta l'Arte è un grido di dolore. Non c'è Arte senza sofferenza, non c'è capolavoro senza genialità, non c'è genialità senza FOLLIA.

Sono ripetitiva.
arte, sfoghi, pittura, allucinazioni, quadri, avanguardia, condizione di oggi, condizione passata «
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sabato, 29 novembre 2008
Inquietudini rinascimentali.
sakkaku forgets the wrong at 22:40 «




Donatello, Maddalena, 1455. Legno policromo, Firenze, Museo dell'Opera del Duomo.





Rogier van der Weyden, Deposizione dalla croce, 1435-1440 circa. Olio su tavola, Madrid, Museo del Prado.





Paolo uccello, Diluvio e recessione delle acque, 1447-1448 circa. affresco trasportato su tela, Firenze, Santa Maria Novella, Chiostro verde.





Andrea Mantegna, Cristo morto, 1470-1475 circa. Tempera su tela, Milano, Pinacoteca di Brera.




Michele Pannonio, La Musa Thalia. Tavola. Budapest, Museo Nazionale delle Arti.



Jean Fouquet, Vergine in trono con Bambino e angeli, Tavola del Dittico di Melun. Anversa, Musée Royal des Beaux-Arts.




Donato Bramante, Cristo alla colonna, 1490 circa. tempera su tavola, Milano, Pinacoteca di Brera.

Fonte immagini:
www.myartespace.splinder.com
upload.wikimedia.org/commons/1/1a/Weyden_Deposition.jpg
www.rousitur.it
www.allposters.com/-sp/The-Muse-Thalia-Posters_i4035324_.htm

k41.pbase.com/o4/94/50994/1/55323496.JeanFouquetMadonnaSerafinesandCherubines.jpg
upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/01/Bramante-cristo-alla-colonna.jpg

arte, dipinti, nevrosi, no words, quadri, io «
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Inquietudini del cuore.
sakkaku forgets the wrong at 22:08 «


Antonello da Messina, San Sebastiano, 1476 circa. Olio su tela trasferito da pannello, Dresda, Gemäldegalerie.

Se all' inizio potevo vederlo solamente come circondato da una stupefacente luce diffusa tipica dei quadri fiamminghi, ora mi piace pensarlo così, come il San Sebastiano di Antonello da Messina: con il corpo, atteggiato secondo una posa classica, tutto trafitto da frecce e il volto da cui traspare una dolcissima e lieve espressione sofferente; in particolar modo trovo disarmanti quella bocca semiaperta, quasi esalante l'ultimo respiro, e quegli occhi dallo sguardo languido (e aggiungerei anche miopi...), rivolti al cielo, e quell'incarnato dal pallore di cera, come di sta per avere un calo di zuccheri (...). E non sono anche squisite quelle gocce di sangue che gli rigano la pelle? Ed esteticamente eccitanti quelle figurine sullo sfondo del paesaggio veneziano, del tutto indifferenti alla sorte del santo, così come lo è quello splendido cielo dal dolce color d'oriental zaffiro ? E conturbante la stessa atarassia del santo, che manifesta solo una pacata sofferenza, nonostante il supplizio a cui è sottoposto?

Amo in maniera perversa.
vita, arte, follie, dipinti, quadri, paralleli, io , decadente, decadent soul «
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martedì, 14 ottobre 2008
Sam Francis, mostra ad Acqui Terme.
sakkaku forgets the wrong at 13:55 «
Blue balls, 1960

Santa Monica I

Untitled, 1984

Untitled, 1979

Untitled, 1988-1989



Di MARTINA CORGNATI
"Sembra che quelle vorticose effusioni di luce e colore, quei prismi scintillanti che improvvisamente deflagrano e si irradiano dappertutto nello spazio della tela, gli siano stati suggeriti dall'esperienza del volo, la sua prima passione bruscamente interrotta nel 1945: quando, alla guida del suo aereo militare, costretto a un atterraggio di fortuna, si ferisce gravemente e resta diversi mesi in un letto d'ospedale. E' in questo periodo cruciale che Sam Francis (nato nel 1923 e morto nel 1994 in California) incomincia a dipingere, traducendo l'esperienza vertiginosa dello spazio in getti, schizzi e macchie colorate. In pochi anni il suo linguaggio è diventato assolutamente forte e personale: la prima antologica importante, allestita nel '55 alla Kunsthalle di Berna, lo consacra come l'ultimo degli espressionisti astratti, l'artista che ha profuso tutti i toni dell' arcobaleno sul solido ceppo dell'action painting, i cui protaqgonisti, da Pollock a Motherwell a de Kooning, sono in fondo tutti poco sensibili al colore. Invece [...] per Sam Francis il colore resterà sempre al centro di un'avventura creativa originale ma non autarchica e, anzi, aperta al confronto e alle suggestioni di altri artisti o scuole: soprattutto quelle europee, che i compagni di strada americani volevano cancellare in nome di uno stile <<completamente>> made in Usa. Sam Francis invece, ama l'impressionismo, che ispira le fittissime trame di segni e gli accordi <<timbrici>> prevalenti negli anni '50, trascorsi quasi tutti a Parigi; ama la filosofia zen, che seduce un'intera generazione di intellettuali sulle due rive dell'Atlantico, e che, nel suo caso, è all'origine dei <<bianchi>> dipinti dal '63 in poi: opere in cui le gocce di colore dense e pesanti sembrano galleggiare come stelle sospese nell'immensità del vuoto cosmico. [...]"
(tratto da la Repubblica, domenica 5 ottobre 2008)




Sam Francis - "Il profumo delle stelle Opere scelte,1956-1991"
21 settembre – 10 novembre 2008
tutti i giorni 9.30 -12.30 / 15.30-19.30
domenica su appuntamento
Galleria Repetto - Via Amendola 21/23, 15011 Acqui Terme (AL) IT
tel/fax +39 0144 325318






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Pantofagia eucaristica.
sakkaku forgets the wrong at 13:09 «
Madonna con bambino ed angeli, Masaccio,1426,tempera su tavola,  Londra, National Gallery

Ma vorrei ingozzarmi come il bambino del Polittico del Carmine di Pisa di Masaccio, ingoiare, INGOIARE tutto!!! Magari anche il libro di storia dell'arte... Magari anche qualche essere umano...
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mercoledì, 17 settembre 2008
BLU
sakkaku forgets the wrong at 19:26 «


<< Alla domanda che sempre mi viene posta – perché hai scelto il blu? – risponderò prendendo a prestito ancora una volta da Gaston Bachelard il meraviglioso passaggio che riguarda il blu nel suo libro Psicanalisi dell’aria. Questo è in origine un documento di Mallarmé in cui il poeta, vivendo in una “paga stanchezza del mondo fra laghi obliati, soffre dell’ironia del blu. Percepisce un blu eccessivamente ostile che cerca con mano indefessa di “riempire i buchi nel blu malvagiamente fatti dagli uccelli”. Nel regno dell’aria blu, più che in qualsiasi altro luogo, si percepisce che il mondo è aperto alla più sfrenata fantasia. È allora che la fantasia acquista vera profondità. Il cielo blu si spalanca sotto i sogni, il sogno fugge dall’immagine bidimensionale; subito, paradossalmente, il sogno in volo esiste solo in profondità, mentre le altre due dimensioni, in cui le fantasie dipinte e pittoresche sono trattenute, perdono ogni interesse visionario. Il mondo sta quindi sul lato opposto di uno specchio non specchiante, oltre c’è una metafora, un aldilà puro e irreale, dimora della magnifica frase di Bachelard: “Prima non esiste nulla, poi c’è un fondo di nullità, e quindi una profondità di blu…”. >>

Yves Klein (da Sorbonne Lecture, 1959)

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sabato, 12 aprile 2008
sakkaku forgets the wrong at 14:05 «


Questo quadro è un incanto, anzi un "idillio pagano"... Camille Corot inizia a piacermi sul serio...

Fonte immagine: Wikipedia.
arte, dipinti, pittura, quadri «
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