This is the cauldron of my lucubrations... *loading* visite.
Me
Sakkaku nasce nell' emisfero australe in un giorno dispari (e primo),in un mese dispari (e primo), in un anno palindromo (dispari e primo, logicamente). Animo precocemente precoce, ha sempre avuto un'attrazione per tutto ciò che concerne la sfera dell'irrazionale, dell'ignoto; in particolare attorno ai 13 anni i suoi interessi iniziarono a definirsi ulteriormente come reazione di fronte all'ipocrisia e alla volgarità del mondo:e allora eccola abbracciare il Decadentismo, una volta letti il Ritratto di Dorian Gray di Wilde e i Fiori del male di Baudelaire.Contemporaneamente si addentrava più approfonditamente nel campo della psicanalisi, si cimentava nello studio dell'antropologia (con riguardo specifico per la stregoneria nell'Europa occidentale), conosceva e si appassionava al gothic metal,e,sostanzialmente,coltivava il lato "oscuro" del suo animo. A partire da quel momento i suoi gusti divennero sempre più selettivi, pur rimanendo pressochè gli stessi,così come le sue numerose velleità(...)
When my time comes
Forget the wrong that I've done
Help me leave behind some
Reasons to be missed
And don't resent me
And when you're feeling empty
Keep me in your memory
Leave out all the rest
Leave out all the rest Leave out all the rest - Linkin Park
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<<(...)-Pentimenti sul passato, noja del presente, e timor del futuro; ecco la vita. La sola morte, a cui è commesso il sacro cangiamento delle cose, promette pace.>>
Ugo Foscolo, Le ultime lettere di Jacopo Ortis, Rimino 5 marzo, ore undici della sera.
Shall I compare thee to a summer's day?
Thou art more lovely and more temperate:
Rough winds do shake the darling buds of May,
And summer's lease hath all too short a date;
Sometime too hot the eye of heaven shines,
And often is his gold complexion dimm'd;
And every fair from fair sometime declines,
By chance or nature's changing course untrimm'd;
But thy eternal summer shall not fade,
Nor lose possession of that fair thou ow'st;
Nor shall Death brag thou wander'st in his shade,
When in eternal lines to time thou grow'st:
"Ma le calamità [...] cominciarono con tanto maggiore dispiacere e spavento negli animi degli uomini quanto le cose universali erano allora le più liete e felici."
Guicciardini, Storie d'Italia, proemio.
Sandro Botticelli, La Calunnia di Apelle, 1490-95. Tempera su tavola, 62x91 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi.
"La Calunnia, guidata dall'Invidia e accompagnata da Tradimento e dall'Inganno, trascina un innocente davanti ad un giudice consigliato da Ignoranza e Sospetto; sulla sinistra il Rimorso indica il giovane e la Verità alza il braccio e lo sguardo verso il cielo."
Quante volte ci capita nella vita?
"Vidi conte Orso e l'anima divisa
dal corpo suo per astio e per inveggia,
com'e' dicea, non per colpa commisa; Pier de la Broccia dico; e qui proveggia,
mentr'è di qua, la donna di Brabante,
sì che però non sia di peggior greggia."
Dante, Purgatorio, canto VI, vv 19-24
ISMENE
Ahimè, sorella, rifletti: nostro padre è morto odiato e disonorato, dopo che la rivelazione delle sue colpe l'ha spinto a strapparsi gli occhi. Poi si è impiccata la moglie-madre, doppia parola in una sola persona. Infine in uno stesso giorno si sono uccisi tra loro i due fratelli, compiendo con reciproca mano il destino comune. Ora restiamo noi sole: pensa quale morte incontreremmo se trasgredissimo la legge, l'editto, il potere del re. Devi anche considerare che siamo nate donne, non abbiamo la forza di lottare contro gli uomini, e che dipendiamo dai potenti: dobbiamo obbedire a questi ordini, e anche a peggiori di questi. chiedo perdono ai morti, ma sono costretta dalla forza a piegarmi a chi comanda. Le imprese stravaganti sono senza significato.
ANTIGONE
Non ti chiedo nulla. Anzi, se poi tu volessi agire con me, non ne sarei contenta. Fa quello che ti piace. Io lo seppellirò, e in quest'azione sarà bello morire. [...]
[...]
IS. Il tuo cuore s'infiamma per cose che agghiacciano.
AN. So di piacere a chi devo piacere.
IS. Se tu riuscissi...ma è impossibile.
AN. Quando non avrò più forze, sarà finita.
IS. Ma è dall'inizo che non si dovrebbe cercare l'impossibile.
AN. Se dici così, è giusto che tu sia considerata nemica mia e del morto. Ora lasciami: io e la mia follia affronteremo questa prova. Almeno avrò una morte bella.
IS. Va, è così che hai deciso: la tua impresa è assurda, ma resti cara a quelli che ami.
(Sofocle, Antigone, vv. 50-71; 88-99, trad. a cura dell' I.N.D.A.)
Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond'io nudriva 'l core
in sul mio primo giovenile errore
quand'era in parte altr'uom da quel ch'i' sono,
del vario stile in ch'io piango et ragiono
fra le vane speranze e 'l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, nonché perdono.
Ma ben veggio or sì come al popol tutto favola fui gran tempo, onde sovente
di me medesmo meco mi vergogno;
et del mio vaneggiar vergogna è 'l frutto,
e 'l pentersi, e 'l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno.
Petrarca, Canzoniere, I
Giunto è già 'l corso della vita mia,
con tempestoso mar, per fragil barca,
al comun porto, ov'a render si varca conto e ragion d'ogni opra trista e pia.
Onde l'affettüosa fantasia
che l'arte mi fece idol e monarca
conosco or ben com'era d'error carca
e quel c'a mal suo grado ogn'uom desia.
Gli amorosi pensier, già vani e lieti,
che fien or, s'a duo morte m'avvicino?
D'una so 'l certo, e l'altra mi minaccia.
Né pinger né scolpir fie più che quieti
l'anima, volta a quell'amor divino
c'aperse, a prender noi, 'n croce le braccia.
"Quella che genera l'amor proprio è la ragione; quella che lo fortifica è la riflessione: essa ripiega l'uomo su se stesso; essa lo separa da tutto ciò che lo molesta e lo afflìgge. Quella che lo isola è la filosofia; per via di essa egli dice in segreto, al vedere un uomo che soffre: Muori, se vuoi, io sono al sicuro.
Non vi son più che i pericoli della società intera, che turbino il sonno tranquillo del filosofo e lo strappino al suo letto.
Si può impunemente sgozzare il suo simile sotto la sua finestra; egli non ha che a mettersi le mani sugli orecchi, e ragionare un po', per impedire alla natura, che si ribella in lui, di identificarsi con quello che viene assassinato. L'uomo selvaggio non ha questo mirabile talento; e, in mancanza di saggezza e di ragione, lo si vede sempre abbandonarsi storditamente al sentimento immediato dell'umanità. Nelle sommosse, nei conflitti in piazza, la plebaglia si accalca, l'uomo prudente si allontana; è la canaglia, son le donne del mercato a separare i combattenti, e ad impedire ai galantuomini di sgozzarsi reciprocamente."
(J.-J. Rousseau, Discorso sull’origine della diseguaglianza)
Sto forse imboccando serenamente la strada di un'amoralità razionale?
Vorrei augurarvi un felice anno nuovo, ma in questo momento mi sento come se fossi stata appena investita da un camion. Al risveglio dal mio breve e tormentato sogno ho persino dubitato che la "verità effettuale della cosa " fosse "immaginazione di epsa" e che tutto ciò che è successo a Capodanno fosse tutto un frutto della mia fantasia malata... Tutto eccetto la frase salvifica e più rifulgente della luce diffusa fiamminga emanata -occasionalmente- da un certo tipo di esseri umani : <<Gira in senso antiorario...>> (...)