This is the cauldron of my lucubrations... *loading* visite.
Me
Sakkaku nasce nell' emisfero australe in un giorno dispari (e primo),in un mese dispari (e primo), in un anno palindromo (dispari e primo, logicamente). Animo precocemente precoce, ha sempre avuto un'attrazione per tutto ciò che concerne la sfera dell'irrazionale, dell'ignoto; in particolare attorno ai 13 anni i suoi interessi iniziarono a definirsi ulteriormente come reazione di fronte all'ipocrisia e alla volgarità del mondo:e allora eccola abbracciare il Decadentismo, una volta letti il Ritratto di Dorian Gray di Wilde e i Fiori del male di Baudelaire.Contemporaneamente si addentrava più approfonditamente nel campo della psicanalisi, si cimentava nello studio dell'antropologia (con riguardo specifico per la stregoneria nell'Europa occidentale), conosceva e si appassionava al gothic metal,e,sostanzialmente,coltivava il lato "oscuro" del suo animo. A partire da quel momento i suoi gusti divennero sempre più selettivi, pur rimanendo pressochè gli stessi,così come le sue numerose velleità(...)
When my time comes
Forget the wrong that I've done
Help me leave behind some
Reasons to be missed
And don't resent me
And when you're feeling empty
Keep me in your memory
Leave out all the rest
Leave out all the rest Leave out all the rest - Linkin Park
PUOI
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Davvero, avevo un mucchio di cose da scrivere e mi sta venendo la crisi dell'ultimo giorno prima dei 18 (e dell'ultimo giorno prima dell'ultimo tema...). Avrei voluto scrivere delle belle cose, cose intelligenti per lasciare il segno! Adesso pubblicherò alcuni dei miei disegni; nel frattempo ero indecisa se postare o meno alcune delle mie vecchie poesie... Però non ho mai operato una revisione completa (nè metrica nè contenutistica) e d'altronde mi sembra una cosa stupida (quante volte sto ripetendo la parola "cosa"!!) non premettere un'introduzione in cui spiego l'occasione della composizione, no? Una sorta di commento... Vabbè. Adesso dovrei studiare italiano. Magari la/e poesia/e la/e posterò più tardi e adesso mi limito a pubblicare dei disegni (se Flickr carica...). Sto ripetendo una marea di volte la parola "adesso". Mi sento come sull'orlo di un precipizio in cui il futuro è adesso. Mi sento un po' futurista *_*
Mi piace osservare la gente su internet: su Facebook, su Splinder, su Msn... Vederla agire o stare inerte dal mio punto di vista, un punto di vista privilegiato, sub specie aeternitatis, come il Deus sive natura che contempla la sua stessa sostanza, autonoma, necessaria, razionale, come se stessi contemplando un estensione di me che è estensione della natura, estensione di Dio... Si vede che stavo studiando Spinoza, vero? xD Ultimamente non riesco a smettere di postare. Ritornando al discorso precedente, sì, adoro la theorìa, la contemplazione, l'osservazione della realtà... Spectare, intueri, perspicere... L'atto visivo è così esaltante!! Tornerò su questo discorso in un altro momento. Adesso sto iniziando a sentirmi un po' voyerista xD
Questo racconto è un’opera di fantasia. Qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone vive o scomparse, è assolutamente casuale.
C’era una volta una fauvista che soffriva di favismo. Egli era nativo dell’isola di Pantelleria dove è frequente il fenomeno delle favare. Amava osservarle e nel frattempo dare sfogo ai suoi favoleggiamenti. Ripetendosi sempre che <<sanno favoleggiare i mortali>>(Pavese), sognava di piantarla lì con quella sua pittura “da bestie”(nonostante fosse proprio della sua natura istintiva dare espressione ad istinti primitivi, come rotolarsi per terra, fare girotondi pericolosi ed altri atteggiamenti pre-sociali e da noble sauvage) e di mettersi a scrivere o raccontare favole. Infatti non pareva avere altre doti e talenti particolari. Peccato però che non fosse nemmeno un gran favolatore: non fu mai ferrato nel genere della favolistica né tanto meno riuscì mai a portare a termine un favolello. Un giorno ebbe la grande idea di comprarsi un cavallo, perché i cavalli sono “ecologici”, in quanto non inquinano l’ambiente, e rappresentano un’ottima alternativa alle diavolerie della società moderna. Ben presto però si trovò di fronte al problema dell’alimentazione del suo destriero, dal momento che, da bravo bohèmien, era sempre senza soldi: quindi, dovendo dare da mangiare al suo cavallo la favarella, pensò bene di entrare in un favaio che non era di sua proprietà per raccogliere – o sarebbe meglio dire rubare- fave, non essendo però a conoscenza della sua grave sindrome. Subito, infatti, entrato a contatto con il loro polline, iniziò a presentare i sintomi tipici di questa crisi emolitica, quali la debolezza, l’impallidimento, la nausea…Credendosi spacciato, disse: <<La mia favola breve è già compiuta>>(Petrarca), ripensando alla sua puerile e, ahimè, troppo corta giovinezza. Poi però sentì un certo favellio lì nei paraggi: erano i proprietari del campicello. Chiese loro aiuto, sperando d’incontrare il loro favore, nonostante questo suo gesto avrebbe denunciato il suo misfatto. Non essendo un gran favellatore, perché nulla conobbe delle magniloquenti opere retoriche di Cicerone, non riuscì a dare una spiegazione convincente che potesse trarlo dall’impaccio, ma anzi, fece irritare i contadini che, di fronte all’evidenza della situazione, trassero fuori la zappa per grattargli la tigna (che favosa non era), se non per ammazzarlo. Egli, disperato, stava già perdendo definitivamente la favella, quand’ ecco che ebbe fortuitamente la reminescenza scolastica di alcuni versetti medievali che cominciò a recitare: <<Dies irae, dies illa,/solvet saeclum in favilla/ testet David cum Sibilla>>. Questo servì per un attimo a distrarre il capo famiglia che, non notando nemmeno un’esigua traccia di favoriti, e affascinato dal suo aspetto efebico e leggiadro da delicata fanciulla, gli propose un accordo: avrebbe finto di essere una fanciulla ed egli lo avrebbe venduto come “favorita” ad un nobile spregiudicato, già esiliato dalle sue terre e con precedenti penali per favoreggiamento. Egli, che ci teneva alla sua pallida pelle da malaticcio, accettò: d’altronde avrebbe potuto fuggire ed è sempre meglio che evitare la forca per furto. Tutto andò come previsto ed il nostro eroe, attraverso altre mille peripezie, riuscì a liberarsi dalle grinfie dell’aristocratico corrotto, il quale, seriamente convinto dell’ effettiva femminilità del ragazzo, non solo gli riservava trattamenti speciali come non aveva mai fatto con nessuna delle altre sue concubine, ma pretendeva di elevarlo a grado di moglie sposandolo. Molti anni dopo, abbandonato il poco redditizio mestiere del pittore e quello ancor più improbabile del cantastorie o scrittore, il poverello, provata anche la terribile esperienza dell’apicoltura con la quale sperava di ottenere del buon miele di favo, decise di fare il pescatore. Prese la via del mare ed andò a vivere in Patagonia dove incontrò la morte a seguito di uno scontro tra la sua barca e quella di una decadente in una delle sue rimbaldiane fughe dall’Europa. E così <<fabula acta est>>.
a
agello
aggine
aio
ara
arella
ata
ela
ella
ellare
ellatore
ellio
erella
eto
etta
illa
ismo
o
ola
olare
olatore
oleggiamento
oleggiare
oleggiatore
olello
olista
olistica
olistico
olosità
oloso
onio
ore
oreggiamento
oreggiare
oreggiatore
orevole
orire
orita
oriti
oritismo
orito
oso
ule
Ogni ossessione spesso comporta dei salti qualitativi di creatività: come quando nella fotosintesi un elettrone della clorofilla viene eccitato da un fotone e compie un salto dallo stato fondamentale allo stato eccitato, passando al livello energetico superiore.
Io intanto confido, ingenuamente, nella vostra mancanza di perspicacia (soprattutto a risolvere gli indovinelli della <<Settimana Enigmistica>>)...
Dal 5 giugno fino ad oggi mi son data da fare per leggere il maggior numero di libri possibile, approfittando così dell'estate che però sta già volando via... E' dall'inizio delle vacanze che mi son preparata una lunghissima lista di libri da leggere...Ma forse ho esagerato :P...In fondo quantità non è mai stato sinonimo di qualità, e in effetti negli anni precedenti ero meno pressata dall'obiettivo di leggerli più in fretta possibile...E devo ancora leggerne alcuni per la scuola!! (-_-") tsk...
Ecco i libri che ho letto finora:
Il maestro e Margherita - Bulgakov
Il vangelo delle streghe - Leland
Il piacere - D'Annunzio
Paradisi artificiali - Baudelaire
L'universo, gli dei, gli uomini - Vernant
Il romanzo di Tristano e Isotta - Bédier
Rosemary's baby - Levin
Il mago - Maugham
Adesso invece sto leggendo:
Itaca - Cantarella
Il gattopardo - di Lampedusa
Etica per un figlio - Savater
Da rileggere:
Il giardino dei Finzi-Contini - Bassani
In programma:
Psicopatologia della vita quotidiana - Freud
L'Aleph - Borges
Il signore delle mosche - Golding
La misteriosa fiamma della regina Loana - Eco
La difficoltà di essere - Cuncteau
I dolori del gioavane Werther - Goethe
Una stagione all'inferno - Rimbaud
Illuminazioni - "
Le novelle della Pescara - D'Annunzio
Twylight - Meyer
Interrotti:
I fiori del male - Baudelaire
In mente per l'inverno:
Cime tempestose - Bronte
Jane Eyre - Bronte
Eh, sì...considerando che mancano solo 38 giorni prima che le vacanze finiscano (anzi, facciamo pure 37 e mezzo...), mi sa che dovrò darmi da fare...magari facendo un' ulteriore selezione tra i libri già scelti e in programma da leggere... Freud ad esempio lo voglio leggere a tutti i costi...