This is the cauldron of my lucubrations... *loading* visite.
Me
Sakkaku nasce nell' emisfero australe in un giorno dispari (e primo),in un mese dispari (e primo), in un anno palindromo (dispari e primo, logicamente). Animo precocemente precoce, ha sempre avuto un'attrazione per tutto ciò che concerne la sfera dell'irrazionale, dell'ignoto; in particolare attorno ai 13 anni i suoi interessi iniziarono a definirsi ulteriormente come reazione di fronte all'ipocrisia e alla volgarità del mondo:e allora eccola abbracciare il Decadentismo, una volta letti il Ritratto di Dorian Gray di Wilde e i Fiori del male di Baudelaire.Contemporaneamente si addentrava più approfonditamente nel campo della psicanalisi, si cimentava nello studio dell'antropologia (con riguardo specifico per la stregoneria nell'Europa occidentale), conosceva e si appassionava al gothic metal,e,sostanzialmente,coltivava il lato "oscuro" del suo animo. A partire da quel momento i suoi gusti divennero sempre più selettivi, pur rimanendo pressochè gli stessi,così come le sue numerose velleità(...)
When my time comes
Forget the wrong that I've done
Help me leave behind some
Reasons to be missed
And don't resent me
And when you're feeling empty
Keep me in your memory
Leave out all the rest
Leave out all the rest Leave out all the rest - Linkin Park
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"L'estasi dello stato dionisiaco con il suo annientamento delle abituali barriere e confini dell'esistenza comprende infatti, nella sua durata, un elemento letargico in cui s'immerge tutto ciò che è stato vissuto personalmente nel passato. Così, per questo abisso dell'oblio, il mondo della realtà quotidiana e quello della realtà dionisiaca si distaccano. Non appena però quella realtà quotidiana riaffiora nella coscienza, essa, come tale, viene sentita con nausea; una disposizione ascetica, negatrice della volontà, è il frutto di quegli stati. In questo senso l'uomo dionisiaco è simile ad Amleto: entrambi una volta hanno gettato uno sguardo vero nell'esistenza delle cose, hanno conosciuto, e agire li nausea; poiché la loro azione non può cambiare niente nell'esistenza eterna delle cose, essi sentono come ridicolo o infame che venga loro richiesto di rimettere in sesto il mondo uscito fuori dai cardini. La conoscenza uccide l'agire, per agire si deve essere avvolti nell'illusione - questa è la dottrina di Amleto, non già quella saggezza a buon mercato di Hans il sognatore che non giunge all'azione per la troppa riflessione, quasi per un eccesso di possibilità; non è la riflessione, no! - è la vera conoscenza, è la visione dell'orribile verità, che prevale su ogni motivo incitante all'azione, così per Amleto come per l'uomo dionisiaco. Ora non c'è più consolazione che possa servire, l'anelito si svolge al di là di un mondo dopo la morte, al di là degli dei stessi, l'esistenza, insieme al suo splendido rispecchiamento negli dei o in un al di là immortale, viene negata. Nella coscienza di una verità, ormai contemplata, l'uomo adesso vede dappertutto soltanto orrore o l'assurdità dell'essere; ora comprende quel che vi è di simbolico nel destino di Ofelia, ora riconosce la saggezza del dio silvestre Sileno: prova ripugnanza. [...]"
(Nietzsche, La nascita della tragedia, § 7, edizione commentata a cura di Vincenzo Vitiello e Ettore Fagiuoli)