This is the cauldron of my lucubrations...
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Sakkaku nasce nell' emisfero australe in un giorno dispari (e primo),in un mese dispari (e primo), in un anno palindromo (dispari e primo, logicamente). Animo precocemente precoce, ha sempre avuto un'attrazione per tutto ciò che concerne la sfera dell'irrazionale, dell'ignoto; in particolare attorno ai 13 anni i suoi interessi iniziarono a definirsi ulteriormente come reazione di fronte all'ipocrisia e alla volgarità del mondo:e allora eccola abbracciare il Decadentismo, una volta letti il Ritratto di Dorian Gray di Wilde e i Fiori del male di Baudelaire.Contemporaneamente si addentrava più approfonditamente nel campo della psicanalisi, si cimentava nello studio dell'antropologia (con riguardo specifico per la stregoneria nell'Europa occidentale), conosceva e si appassionava al gothic metal,e,sostanzialmente,coltivava il lato "oscuro" del suo animo. A partire da quel momento i suoi gusti divennero sempre più selettivi, pur rimanendo pressochè gli stessi,così come le sue numerose velleità(...)



When my time comes
Forget the wrong that I've done
Help me leave behind some
Reasons to be missed
And don't resent me
And when you're feeling empty
Keep me in your memory
Leave out all the rest
Leave out all the rest
Leave out all the rest - Linkin Park
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A Decadent Soul


mercoledì, 09 settembre 2009
09/09/09
sakkaku forgets the wrong at 22:59 «
Oggi è una data speciale.

Astronomicamente parlando intendo...

Dopo lunghi giorni di agonia, mal di testa perforanti, pulsazioni alle tempie, nausea, capogiri e ancora altri ed altri mal di testa penetranti, notti insonni, dormite pomeridiane stordenti (esiste la parola??)... Ecco dopo tutto questo il gran giorno è arrivato.

Mi son finalmente venute.

E spero che queste siano proprio delle super-mestruazioni se mi stanno causando tutto 'sto travaglio...


Ah! Tra l'altro...oggi in teoria sarebbe anche la fine del mondo o qualcosa del genere...
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sabato, 05 settembre 2009
Final destination (?)
sakkaku forgets the wrong at 22:21 «
Our time is here
Who will I be?
Still loving you
Angels fall first
The Carpenter

Anything else??

There was also despair and fear...

Not now

I'm still young, we are still young



I don't wanna this to be too late...



Fonte immagine: www.forthright.net/guest_writers/
sfoghi, ossessioni, nevrosi, io , condizione di oggi, condizione passata, condizione di adesso «
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The triangular theory of love
sakkaku forgets the wrong at 21:57 «


Foto da altrove-decrescita.blogs.it/

A triangular theory of love.
Sternberg, Robert J.
Psychological Review. Vol 93(2), Apr 1986, 119-135.

Presents a triangular theory of love, which deals both with the nature of love and with loves in different kinds of relationships. It is suggested that there are 3 components: (a) intimacy encompassing the feelings of closeness, connectedness, and bondedness experienced in loving relationships; (b) passion encompassing the drives that lead to romance, physical attraction, and sexual consummation; and (c) decision/commitment encompassing, in the short term, the decision that one loves another, and in the long term, the commitment to maintain that love. The amount of love one experiences depends on the absolute strength of the 3 components, and the kind of love one experiences depends on their strengths relative to each other. The components interact with each other and with the actions that they produce and that produce them so as to form a number of different kinds of loving experiences. The triangular theory of love subsumes other theories and can account for a number of empirical findings in the research literature, as well as for a number of experiences with which many are familiar firsthand. It is proposed that the triangular theory provides a comprehensive basis for understanding many aspects of the love that underlies close relationships. (53 ref) (PsycINFO Database Record (c) 2009 APA, all rights reserved)

psycnet.apa.org/index.cfm
en.wikipedia.org/wiki/Triangular_theory_of_love
en.wikipedia.org/wiki/Robert_Sternberg

 


vita, nevrosi, io , abulia, condizione di adesso, exacerbatio cerebri «
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domenica, 30 agosto 2009
"Shall I compare thee to a summer's day?"
sakkaku forgets the wrong at 22:37 «

Shall I compare thee to a summer's day?
Thou art more lovely and more temperate:
Rough winds do shake the darling buds of May,
And summer's lease hath all too short a date;
Sometime too hot the eye of heaven shines,
And often is his gold complexion dimm'd;
And every fair from fair sometime declines,
By chance or nature's changing course untrimm'd;
But thy eternal summer shall not fade,
Nor lose possession of that fair thou ow'st;
Nor shall Death brag thou wander'st in his shade,
When in eternal lines to time thou grow'st:

So long as men can breathe or eyes can see,
So long lives this, and this gives life to thee.
–William Shakespeare


lazy summer day
poesia, vita, arte, allucinazioni, bellezza, paralleli, io , condizione di adesso «
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sabato, 29 agosto 2009
Niet meer in Amsterdam met 月-kun
sakkaku forgets the wrong at 17:39 «
Diario delle mie inettitudini estive- parte II

De witte en lieflijke zwaan


De witte en lieflijke zwaan
sterft zingend. En ik
bereik wenend mijn levenseinde.
Het is een vreemd lot
dat hij zonder troost sterft
en dat ik gelukzalig sterf.
Een dood die mij vervult van vreugde en verlangen
Als ik door te sterven geen andere smart voel
Zou ik met genoegen duizend doden per dag willen sterven.


Fonte immagine

Ik huilde.
Ik huil...



Amsterdam- Sakkaku's photo- All rights reserved


Amsterdam, in fronte al Rijksmuseum - Sakkaku's photo- All rights reserved

NUMMER 9
NUMMER 9
NUMMER 9...





Multa tuli = "I suffered much"; but in Finnish it means "I ejaculated"... (-_-") xD


Visit their Cannabis Garden inside...


Little exemplar of crying Dutch scout...


Ik mis je.




5 Centimeters per Second



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domenica, 05 luglio 2009
Bye bye
sakkaku forgets the wrong at 18:04 «


Blue black haired Sakkaku
Listening to Amaranth - Nightwish

E' da più di un mese che non posto sul blog. Devo dire che non ne ho sentito particolarmente la mancanza... Cosa molto strana. Avrei voluto scrivere molte cose, rimandate dal periodo scolastico e adesso che ho tutto il tempo del mondo (si fa per dire) non lo faccio: la mia oretta quotidiana di internet la "spreco" su facebook e netlog  (>.<). Tra l'altro le mie funzioni vitali si sono ridotte a: dormire (quando ci riesco), mangiare, bere (poco come al solito :P), leggere libri per la scuola, ogni tanto uscire-leggere libri per me, abbandonarmi all'exacerbatio cerebri (la mia incurabile malattia...), guardare il telefilm Streghe e ripetere: "Ma quanto è figo Cole!!!" come una bimbaminkia di 15 anni. Ah! e fare la bimbaminkia su netlog. Nessun' arte, nessun anelito di bellezza. Nessuna poesia. Non mi cibo di niente, nemmeno del mio cervello. L'ho mandato in vacanza quando è finita la scuola. Non pensa più poverino. Più invecchio e più regredisco. Dev'essere un effetto collaterale del mio narcisismo secondario. Per farla breve domani la smetto con questa finta estate e me ne vado sul serio in vacanza (spero più spirituale che mentale...). Al più presto poi cerco di aggiustare il blog e di pubblicare qualcosa di sensato. Ho delle belle idee, magari mentre sarò a Taizè le metto per iscritto e metà del lavoro è già fatto. Sì, avete sentito bene: vado in un monastero. No, non porterò croci capovolte - ahahah (risata sarcastica)-; sono atea non blasfema.

Mi stanno cacciando dal computer -uuhhhhh in diretta!!- quindi prima che inizi a barricarmi e a fare la dissidente ("Ma da dove viene fuori tutta 'sta trasgressione?", direte voi!! E' l'effetto dei capelli nero-blu... Dovevo/volevo -necessità e volontà spesso s'intersecano- sembrare emo-scene queen per a) capriccio personale b) fare un dispetto a mia madre e invece ho sbagliato colore perché a) sto male visto che il mio colore naturale oscilla tra il castano-biondo e il rosso b) sembro una metallara...Tra l'altro è da una settimana circa che ho inziato a re-intossicarmi con il metal, gothic ovviamente. Chiusa parentesi.), vi auguro buone vacanze (perché questa poi...), vi annuncio che leggerò tanto buon Nietzsche-Rimbaud-Bataille-Death Note e che tenterò di rapire uno scout tedesco da nascondere in valigia come souvenir. Ah! Sto studiando il tedesco (sì fa per dire...). Vorrei anche scrivere un post di "difesa personale" (come si dice...Ehm...Ma sì, quelle cose che scrivevano Boccaccio e company. Visto? Un mese di lontananza dalla scuola mi ha già trasformato in una capra...), ma mi sa che adesso non c'è proprio tempo...Forse stasera?
Intanto vi regalo la mia nuova ossessione:

 


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sabato, 30 maggio 2009
Alcune verità sul sabbath delle streghe...
sakkaku forgets the wrong at 13:05 «

11. LA COMUNIONE DI RIVOLTA. I SABBA. LA MESSA NERA


Martin van Maele, Illustration de La sorcière, de Jules Michelet.

E' necessario dire i sabba. Questa parola ha significato certamente cose molto diverse, nel tempo. Purtroppo le uniche descrizioni particolareggiate che ne abbiamo cominciano molto tardi (dall'epoca di Enrico IV) (1). Allora il sabba non era quasi più che una grande farsa lussuriosa, con la scusa della stregoneria. Ma anche in queste descrizioni di questa cosa tanto bastarda, certi aspetti molto antichi testimoniano del susseguirsi delle epoche, delle svariate forme che aveva attraversato.

Possiamo partire da questa idea molto sicura: che, per molti secoli, il servo condusse la vita del lupo e della volpe, fu un animale notturno, intendo dire che di giorno agiva il meno possibile, e non viveva realmente che di notte.
Ancora fino al mille, finché il popolo crea da sé santi e leggende, la vita del giorno lo interessa. I suoi sabba notturni non sono che un vago residuo pagano. Onora, teme la luna che influisce sui beni della terra. Le vecchie le sono devote e bruciano candeline a "Dianom" (Diana-Luna-Ecate). Il lupercale continua a perseguitare donne e bambini, sotto una maschera, d'accordo, il nero volto del fantasma Hallequin (Arlecchino). Si festeggia esattamente il "pervigilium Veneris" (il primo maggio). A San Giovanni si ammazza il capro di Priapo-Bacco Sabasio, per celebrare le sabasie. Nessuna presa in giro.E' un innocente carnevale servile.Ma, verso il mille, la chiesa gli è pressoché chiusa dalla differenza delle lingue. Nel 1100 le funzioni gli divengono incomprensibili. Dei Misteri messi in scena alle porte delle chiese capisce soprattutto il lato comico, il bue e l'asino, eccetera. Ne trae "Noëls", ma sempre più per ridere (vera e propria letteratura sabbatica).
Le grandi e tremende rivolte del Dodicesimo secolo non potevano non influire su questi misteri, questa vita notturna del "lupo", del "volatile", di questa "selvaggina" come la chiamano i crudeli baroni.E' facile immaginare che queste rivolte cominciassero spesso alle feste notturne. Le grandi comunioni di rivolta tra servi (si bevevano il sangue a vicenda, o per ostia mangiavano la terra) (2) poterono celebrarsi al sabba.
La Marsigliese dell'epoca, cantata di notte più che di giorno, è probabilmente un canto sabbatico:

"Come loro uomini siamo
 Grande eguale il cuore abbiamo
 Come loro soffrire possiamo
".

Ma la pietra sulla tomba ricade nel 1200. Il papa seduto sopra, il re seduto sopra, un peso bestiale, hanno murato l'uomo. Ha ancora una vita notturna? Anche di più. Le vecchie danze pagane diventarono sicuramente più furibonde. I nostri negri delle Antille, dopo una tremenda giornata di calura e di fatica, andavano pure a ballare a sei leghe di distanza. Anche il servo. Ma, al ballo, si mescolarono inevitabilmente baldorie di vendetta, satire in farsa, sberleffi e parodie del signore e del prete. Tutta una letteratura di notte, che non conobbe nulla di quella di giorno, quasi neanche dei "fabliaux" borghesi.

Ecco il senso dei sabba prima del 1300. Perché assumessero la forma clamorosa di guerra dichiarata al dio del tempo ci vuole molto di più, ancora due cose: toccare il fondo della disperazione, e non basta:perdere ogni sospetto.
Questo non accade prima del XIV secolo, sotto il papato di Avignone e durante il Grande Scisma, quando la Chiesa a due teste non pare più la Chiesa, quando la nobiltà al completo e il re (vergogna) prigionieri degli inglesi, torchiano il popolo per estorcergli il riscatto. I sabba prendono allora la forma grandiosa e terribile della "Messa nera", la funzione a rovescio, che sfida Gesù: incenerisca col fulmine, se ci riesce. Questo dramma diabolico sarebbe stato impossibile ancora nel Tredicesimo secolo, avrebbe fatto orrore. E più tardi, nel Quindicesimo, tutto ormai consunto, persino il dolore, un fiore così non sarebbe sbocciato. Sarebbe mancato il coraggio di questa creazione mostruosa Appartiene al secolo di Dante.
Accadde all'improvviso, credo; un'esplosione di furia geniale che portò l'empietà all'altezza delle collere popolari. Per capire cos'erano, queste collere, bisogna ricordare che il popolo, tirato su proprio dal clero nella fede e nell'attesa del miracolo (la fissità delle leggi di Dio non gli passava neppure per la testa), aveva atteso, sperato un miracolo per secoli, e non era mai venuto. Lo chiamava invano nel giorno disperato del supremo bisogno. Il cielo da allora gli sembrò l'alleato dei suoi feroci carnefici, ed anche lui feroce carnefice.Ecco la "Messa nera" e la "Jacquerie".
Sulla scena aperta della "Messa nera" poterono trovar posto in seguito mille varianti di dettaglio; ma è completa e, credo, d'un pezzo solo.Sono riuscito a ritrovare questo dramma nel 1857 (Histoire de France).L'ho rimesso insieme nei suoi quattro atti, senza molte difficoltà.Soltanto, allora, gli ho lasciato troppi fronzoli grotteschi, che al sabba diedero i tempi moderni, e non ho precisato a sufficienza la parte della vecchia scena, così fosca e tremenda.
E' molto datato da certi aspetti atroci di un'epoca maledetta, ma anche dal primo posto che occupa la donna, gran distintivo del XIV secolo.Secolo che ha una stranezza: la donna, quasi non affrancata per niente, regna lo stesso, e in mille modi violenti. Erede di feudi, porta regni ai re. In trono quaggiù, e più ancora in cielo. Maria ha soppiantato Gesù. San Francesco e san Domenico le hanno visto in seno i tre mondi. Affoga il peccato nell'immensità della Grazia; che dico?aiuta a peccare (vedere la leggenda della religiosa cui la Vergine tiene il posto nel coro mentre va a trovare l'amante).
O tanto in alto, o tanto in basso, la Donna. Beatrice sta in cielo, in mezzo alle stelle, mentre Giovanni di Meung, nel "Roman de la Rose", predica la comunità delle donne. Pura, laida, la Donna è dappertutto.Possiamo dire di lei quello che dice di Dio Raimondo Lullo: "Che parte del mondo è? Tutto".
Ma in cielo, ma in poesia, la donna celebrata non è la madre feconda, ingioiellata di figlioli. E' la Vergine, Beatrice sterile, e che muore giovane.Una bella signorina inglese passò, si dice, in Francia verso il 1300, per predicare la redenzione delle donne. Pensava di esserne il Messia.
La "Messa nera", all'inizio, sembrerebbe questa redenzione d'Eva, maledetta dal cristianesimo. La donna al sabba fece tutto. E' il clero, l'altare, è l'ostia, che comunica tutto il popolo. In fondo, non è Dio?
C'è molto di popolare in questo, ma non tutto è del popolo. Il contadino non apprezza che la forza; non bada granché alla donna. Lo vediamo fin troppo in tutte le nostre vecchie usanze (vedi le mie "Origines"). Non avrebbe lasciato alla donna quel primato. E' lei che se lo prende.Scommetterei che il sabba, nella forma d'allora, fu l'opera della donna, d'una donna disperata, proprio com'è la strega. Nel Quattordicesimo secolo si vede di fronte un orrendo susseguirsi di supplizi, trecento quattrocento anni illuminati dai roghi. Dal 1300, la sua medicina è giudicata malefica, i suoi rimedi puniti come veleni. L'innocente sortilegio che faceva credere ai lebbrosi di migliorare la propria sorte porta al massacro di questi infelici. Il papa Giovanni Ventiduesimo fa scorticare vivo un vescovo, sospetto di stregoneria. Sotto una repressione così cieca, osare poco e osare molto è in pari grado rischioso. L'audacia aumenta col pericolo. La strega può giocare tutto.

Fraternità umana, sfida al cielo cristiano, culto snaturato del dio natura: il senso della "Messa nera".L'altare era alzato al grande servo ribelle, "colui al quale hanno fatto torto", "il vecchio Proscritto, ingiustamente scacciato dal cielo, lo Spirito che ha creato la terra, il Maestro che ha fatto spuntare le piante". Sotto questi titoli l'onorano i "luciferiani", suoi adoratori e, (secondo un'opinione attendibile) i cavalieri del Tempio.
Nella miseria dell'epoca (questo il grande miracolo), trovavano per la cena notturna della fraternità quello che non avrebbero trovato di giorno. La strega, rischiando, faceva contribuire i più agiati, raccoglieva le loro offerte. La carità, sotto forma satanica, cioè delitto e congiura, una forma di rivolta, aveva grande potere. Ci si rubava il pasto di giorno per il pasto comune di sera.

Immaginate, su una grande landa, e spesso vicino a un vecchio dolmen celtico, ai bordi di una foresta, una scena duplice: da una parte, la landa ben illuminata, il grande banchetto del popolo; dall'altra, verso la foresta il coro di questa chiesa, cupola il cielo. Chiamo coro un poggio un po' più alto. Tra le due, fuochi di resina a fiamma gialla e rosse braci, un vapore fantastico.

Sul fondo, la strega alzava Satana, un grande Satana di legno, nero e peloso. Per le corna e il capro che aveva vicino poteva essere Bacco; ma per gli attributi virili era Pan e Priapo. Figura occulta che ognuno vedeva a modo suo; gli uni erano solo terrorizzati, gli altri si commuovevano alla malinconia orgogliosa che sembrava assorbire l'eterno Esule (3).
Atto primo. L"introito" magnifico che il cristianesimo prese all'antichità (a quelle cerimonie in cui il popolo, in lunga fila, girava sotto le colonne, entrava nel santuario), il vecchio Dio, ritornato, se lo riprendeva per sé. Lo stesso il "lavabo", tratto dalle purificazioni pagane. Reclamava tutto per diritto d'antichità.
Sua sacerdotessa è sempre la vecchia (titolo d'onore); ma può benissimo essere giovane. Lancre parla di una strega di diciassette anni, graziosa, spaventosamente crudele.
La fidanzata del Diavolo non può essere una bambina; ci vogliono trent'anni, la figura di Medea, la bellezza dei dolori, lo sguardo profondo, tragico e febbrile, con grandi ondate di serpenti che cadono in disordine; intendo dire un mare di neri e ribelli capelli. Forse, sopra, la corona di verbena, l'edera delle tombe, le violette della morte.Fa allontanare i bambini (fino alla cena). La funzione inizia."Entrerò in quest'altare. Ma, Signore, salvami dal perfido e dal violento (dal prete, dal signore)." Poi il ripudio di Gesù, l'omaggio al nuovo padrone, il bacio feudale, come nelle ammissioni al tempio, quando si concede tutto senza riserve, pudore, dignità, volontà; con questa oltraggiosa aggravante al ripudio dell'antico Dio: "che è meglio il didietro di Satana" (4).
A lui, consacrare la sua sacerdotessa. Il Dio di legno l'accoglie come un tempo Pan e Priapo. Fedele alla forma pagana, lei si dà a lui, siede un momento su di lui, come quella di "Delfi" al tripode d'Apollo. Ne riceve il soffio, l'anima, la vita, ne viene (per finta) fecondata. Poi, altrettanto solennemente, si purifica. Da allora, è l'altare vivente.

L'"Introito" è finito, la funzione interrotta per il banchetto.Rovesciando il festino dei nobili che siedono tutti con la spada al fianco, nel festino dei fratelli niente armi, nemmeno un coltello.Per custode della pace, ognuno ha una donna. Senza donna non si entra.Parente o no, moglie o no, vecchia, giovane, ci vuole una donna.Che bevande circolavano? idromele? birra? vino? Il sidro che inebria o quello di pere? (entrambi iniziano nel Dodicesimo secolo).Le pozioni d'illusione, mescolate pericolosamente a belladonna, comparivano già a questa tavola? Credo di no. C'erano i bambini. E poi, l'eccessiva eccitazione avrebbe impedito di ballare.Questa danza vorticosa, la famosa "ridda del sabba", era più che sufficiente per far arrivare all'apice questo primo livello di ebbrezza. Giravano spalla a spalla, le braccia dietro la schiena, senza vedersi; ma spesso le spalle si toccavano. A poco a poco nessuno si conosceva più bene, e neppure quella che aveva accanto. La vecchia allora non era più vecchia. Miracolo di Satana. Tornava donna, e piacente, caoticamente amata.

Atto secondo. Appena la folla, nell'unione di questa vertigine, si sentiva un corpo solo, sia per l'attrazione delle donne, sia per qualche vaga emozione di fraternità, si riprendeva la funzione al "Gloria". Compariva l'altare, l'ostia. Cioè? La Donna. Col suo corpo prostrato, umiliata nella persona, con l'immensa seta nera dei capelli, dispersi nella polvere, lei (l'orgogliosa Proserpina) si offriva. Sulle sue reni, un demonio celebrava, diceva il "Credo", faceva l'offerta (5).
Cosa che più tardi divenne sfacciata. Ma allora, in mezzo alle disgrazie del Quattordicesimo secolo, nell'epoca tremenda della peste nera e tante carestie, nel tempo della "Jacquerie" e degli odiosi brigantaggi delle Grandi Compagnie, per questo popolo in pericolo, l'effetto era più che serio. L'intera assemblea aveva molto da temere ad essere sorpresa. La strega rischiava veramente molto, in quest'atto d'audacia, dava la vita. Ancora di più, affrontava un inferno di dolori, torture che osiamo appena accennare. Trattata con le tenaglie, le causavano fratture, le strappavano le mammelle, la scorticavano lentamente (lo fecero al vescovo stregone di Cahors), bruciata a fuoco lento di brace, e membro a membro, poteva soffrire un'eternità d'agonia.
Tutti, certo, erano emozionati quando, sulla creatura generosa, umiliata che si offriva, si faceva la preghiera, e offerta per il raccolto. Si presentava del grano allo "Spirito della terra" che fa spuntare il grano. Qualche uccello volava fuori (dal seno della donna, non c'è dubbio) portando al "Dio della libertà", il sospiro e il voto dei servi. Cosa chiedevano? Che noi, loro lontani discendenti, venissimo affrancati (6).
Che ostia distribuiva? Non l'ostia per ridere, che vedremo all'epoca di Enrico IV, ma, probabilmente, quella "confarreatio" dei filtri, l'ostia d'amore, una focaccia cotta sopra di lei, sulla vittima che il giorno dopo poteva a sua volta finire sul fuoco. La sua vita, la sua morte, mangiavano. Vi sentiva già la sua carne bruciata. Infine, le mettevano addosso due offerte che parevano di carne, due simulacri; quello dell'ultimo morto del comune, quello dell'ultimo nato.Partecipavano del merito della donna, altare e ostia, e l'assemblea (per finta) comunicava dell'uno e dell'altro. Ostia trina, tutta umana. Sotto l'ombra incerta di Satana, il popolo non adorava che il popolo.
Il vero sacrificio era questo. Era compiuto. La Donna, ormai s'era data da mangiare alla folla, aveva finito. Si alzava, ma non lasciava il proprio posto prima di aver affermato fiera, e come fosse una constatazione, la legittimità del tutto, con l'appello al fulmine, una provocazione al Dio destituito, una sfida.
Per mettere in ridicolo l'"Agnus Dei" eccetera, e lo spezzare l'ostia dei cristiani, si faceva portare un rospo vestito e lo faceva a pezzi.Ruotava gli occhi spaventosamente, li girava verso il cielo e, tagliando la testa al rospo, diceva queste strane parole: "Ah, Filippo (7), se ti avessi, ti farei così".
Gesù non raccoglieva la sfida, non lanciava il fulmine, quindi era vinto. L'agile compagnia dei demoni sceglieva questo momento per stupire il popolo con piccoli miracoli che colpivano, spaventavano i creduloni. Addentavano, a morsi sbranavano i rospi, bestie innocue, ma ritenute molto velenose. Saltavano incolumi grandi fuochi, bracieri, per divertire la folla e farla ridere dei fuochi d'inferno.
Il popolo rideva dopo un atto così tragico, così audace? Non so. Non rideva, certo, la prima che l'osò. Questi fuochi le parvero sicuramente quelli del prossimo rogo. A lei provvedere al futuro del regno diabolico, dar vita alla futura strega.

NOTE:

1) La meno peggio è quella di LANCRE. E' un uomo di spirito.Legato, si sa, a certe giovani streghe, doveva sapere tutto. Purtroppo il suo sabba è un guazzabuglio stracolmo dei condimenti grotteschi dell'epoca. Le descrizioni del gesuita DEL RIO e del domenicano MICHAËLIS sono espressioni ridicole di due pedanti creduloni e babbei.Quella di Del Rio è piena zeppa di banalità, un'infinità di stupide invenzioni. Comunque in fondo, ci si trova anche qualche bella traccia d'antichità, ed io l'ho fatta fruttare.
2) Alla battaglia di Courtrai. Vedi anche GRIMM e le mie "Origines".
3) E' di Del Rio, ma non, credo, soltanto spagnolo. Tratto antico e marcato dell'ispirazione primitiva. Le facezie vengono dopo.
4) Gli attaccavano al fondoschiena una maschera o seconda faccia.LANCRE, "Inconstance", pagina 68.
5) Questo fatto così serio della donna altare, della messa su di lei, lo sappiamo dal processo della Voisin, che Ravaisson padre sta per pubblicare con i suoi altri "Papiers de la Bastille". Queste imitazioni recenti, d'accordo, del sabba, fatte per intrattenere i grandi signori della corte di Luigi Quattordicesimo, ripresero senza dubbio le forme antiche e classiche del sabba primitivo, anche su questo punto che i tempi di mezzo forse avevano lasciato perdere.
6) Questa offerta deliziosa del grano e degli uccelli è tipica della Francia (JAQUIER, "Flagellans", pagina 51; SOLDAN, pagina 225).In Lorena e sicuramente in Germania offrivano animali neri: il gatto nero, il capro nero, il toro nero.
7) LANCRE, pagina 136. Perché questo "Filippo", non lo so. Resta tanto più oscuro in quanto altrove, quando Satana nomina Gesù, lo chiama il piccolo "Jean", o "Janicot". "Filippo" potrebbe derivare dal nome odiato del re che ci diede cent'anni di guerre inglesi, che, a Crécy, diede inizio alle nostre disfatte e ci fece subire la prima invasione? Dopo una lunga pace, quasi totalmente continua, la guerra fu tanto più orrenda per il popolo. Filippo di Valois, autore di questa guerra senza fine, fu maledetto, e forse lasciò in questo rituale popolare una maledizione senza fine.

(Jules MICHELET, La strega, cap. XI,
1862)

Fonte testo: readme

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sabato, 23 maggio 2009
Kant mi ha ucciso - fenomenologia di un'emicrania
sakkaku forgets the wrong at 18:22 «
Le mie condizioni di possibilità della conoscenza sono completamente azzerate. La mia ragione non aspira minimamente alla conoscenza della totalità, all'infinito. In questo preciso istante in me agiscono solo le intuizioni sensibili, in maniera disordinata e confusa...
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sabato, 09 maggio 2009
Quanto ad irascibilità...
sakkaku forgets the wrong at 22:37 «
Mi è stato recentemente detto che, con il mio nuovo taglio di capelli, assomiglio ad una certa Rukia Kuchiki.
E' la protagonista femminile di un certo shonen-manga,Bleach, che ha riscosso un certo successo replicando i tipi stereotipati del genere shonen e che non ha avuto esso stesso meno cloni. Ho cercato alcune sue immagini: la ricordavo più carina o forse la mia erronea impressione è stata dovuta al fatto che un ragazzo una volta su msn ha cercato di convincermi che lei (ma ha fatto un discorso analogo anche sul "tipo", Ichigo, rispetto a Inuyasha) è "molto più gnocca" di Kagome (Kagome Higurashi, celeberrima protagonista di Inuyasha), facendomi notare le sue "bocce" ( che mi domando come facciano ad esserci in un mingherlino alto 1,44 m e pesante soli 33 kg come lei, praticamente anoressica).


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(qui sembra "figa", ma penso sia una concessione dei fun...)










(lui sembra una torre ma in realtà scommetto che è alto quanto me...)



Nel complesso non è niente di chè, salvo il fatto che ho scoperto che ha molti punti i comune con Kaname e con la mia adorabile irascibilità...





Fare il suo cosplay sarebbe più semplice (niente parrucca, ventaglio, ragazzo-soldato strampalato). Ma ci vorrebbe comunque l'uniforme...



E' innegabile in ogni caso che ci siano cosplayers molto più carine dell'originale...


Come la sottoscritta  xD se deciderà d'interpretarla.

Fonte immagini: Google.
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Cosplay di Kaname Chidori - 千鳥 かなめ
sakkaku forgets the wrong at 21:58 «
Io adooooro Kaname Chidori  ( 千鳥 かなめ) *___________* , ragion per cui un mio grande desiderio sarebbe proprio quello di rappresentarla in un cosplay.
Kaname è una ragazza effervescente, testarda, coraggiosa, determinata, espansiva, indipendente, portata per la leadership ma soprattutto estremamente irascibile ; sa anche essere molto dolce e disponibile con gli altri; fun po' ottusa in amore e non è in grado di ammettere i propri sentimenti.
Non mi dilungherò oltre sulla sua vita. Ecco alcuni dati estremamente importanti per noi otaku:

Data di nascita: 24 Dicembre
Età: 16 anni
Occhi: castani
Capelli: ha dei lunghissimi capelli blu
Altezza: 166 cm
Peso: 50 kg
Misure: 86-58-86
Gruppo Sanguigno: B
Grado: Civile
Nazione di origine: Giappone
Hobby: Softball (attività del club)
Abilità particolari: Cucinare - Whispered
Materia in cui non eccelle: Geografia (pensa che Ginevra sia la capitale del Brasile)

Note particolari:
- Frequenta il secondo anno sezione 4 del liceo Jindai
- È un po' ottusa nelle questioni affettive.
- Soffre di pressione bassa e la mattina fa fatica a svegliarsi.

Ed ecco alcune foto:






























(tra parentesi... Questi gif sono spettacolari x°D)

Fonte immagini: internet (esattamente: sono andata su Google e ho digitato "Kaname Chidori"...Sinceramente non ho nessunissima voglia di mettermi a scrivere adesso tutti i link...In ogni caso i diritti sono riservati ai legittimi proprietari ^ ^)

Ma per realizzare questo mio piccolo sogno o grande capriccio ho bisogno di questa:


Fonte immagine: Album di metanoia cw

Putroppo non sono brava come la ragazza che l'ha cucita (se l'ha effettivamente realizzata lei l'uniforme, cosa su cui non mi sono soffermata), quindi avrei necessariamente bisogno di ricorrere a quei siti per cosplayers che forniscono uniformi come questa qua (senza voler fare pubblicità occulta...):



Altrimenti non saprei dove andare a rivolgermi...Una sarta??

Al costume in ogni caso mancherebbero le scarpe rosa da ginnastica (cosa che io ho :D) e la parrucca azzurra (che non ho, ma che ho trovato su un certo sito...).
Ah! E poi il ventaglio gigante.
Ah! E poi una pistola eventualmente o anche un bazuka.
Ah! E poi un ragazzo che interpreti Sousuke naturalmente (e che sia abbastanza resistente da riuscire a tenermi sulla schiena per le foto Kaname/Sousuke...)

 




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