This is the cauldron of my lucubrations... *loading* visite.
Me
Sakkaku nasce nell' emisfero australe in un giorno dispari (e primo),in un mese dispari (e primo), in un anno palindromo (dispari e primo, logicamente). Animo precocemente precoce, ha sempre avuto un'attrazione per tutto ciò che concerne la sfera dell'irrazionale, dell'ignoto; in particolare attorno ai 13 anni i suoi interessi iniziarono a definirsi ulteriormente come reazione di fronte all'ipocrisia e alla volgarità del mondo:e allora eccola abbracciare il Decadentismo, una volta letti il Ritratto di Dorian Gray di Wilde e i Fiori del male di Baudelaire.Contemporaneamente si addentrava più approfonditamente nel campo della psicanalisi, si cimentava nello studio dell'antropologia (con riguardo specifico per la stregoneria nell'Europa occidentale), conosceva e si appassionava al gothic metal,e,sostanzialmente,coltivava il lato "oscuro" del suo animo. A partire da quel momento i suoi gusti divennero sempre più selettivi, pur rimanendo pressochè gli stessi,così come le sue numerose velleità(...)
When my time comes
Forget the wrong that I've done
Help me leave behind some
Reasons to be missed
And don't resent me
And when you're feeling empty
Keep me in your memory
Leave out all the rest
Leave out all the rest Leave out all the rest - Linkin Park
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Lui non era biondo come lo ricordavo... E i suoi occhi azzurri erano quasi taglienti. Nessun'aura angelica, nessun bagliore di gentilezza diffusa... Il sole di maggio l'aveva sciupato? O la consuetudine al vizio della vita? La bellezza va eternata o lasciata morire nell'effimero. Le cose che ristagnano troppo, a lungo andare, languiscono malamente e marciscono.
Non mi chiamo evidentemente Sakkaku. Sono un esemplare della specie homo sapiens sapiens di sesso femminile. Attualmente sono alta 1,65 m e peso 48,5 kg (oppure 1,68 m e 49,150 kg secondo la farmacia), ho vissuto all'incirca
5,5 x 108 secondi di vita, ho un'identità nasale relativamente bassa* rispetto a quella dei miei genitori (ho il naso abbastanza piccolo), un viso soddisfacentemente simmetrico, un WHR (rapporto circonferenza vita-fianchi) pari a 0,688888888, una superficie corporea oscillante tra i 0,406 e i 0,583
m2, un metabolismo basale compreso tra i 438.264 e i 439.103 kcal al giorno, misure 76<x<81-62-90 cm, una morfologia normolinea (cioè presento arti e tronco in giusta proporzione), sono fertile da 2304 giorni, sono più parthénos dell'olio extra-vergine di oliva; non conosco il mio gruppo sanguigno nè sono in grado di stabilirlo in base al carattere: tuttavia è più probabile che sia o A o O. Ho in generale la pelle molto chiara, in alcune zone del viso presento efelidi. Il colore dei miei capelli, un tempo biondi, è castano chiaro, ma non è raro trovare capelli rossi, biondi, neri. Gli occhi sono marrone scuro (sembrano neri), anche se alla nascita erano viola. Pur essendo difficile a vedersi, al test del biancometro è risultato che ho i denti più bianchi del normale. Ho diversi nei sparsi per tutto il corpo: i miei preferiti sono quello vicino all'occhio sinistro e sotto il labbro inferiore e quello tra il mignolo e l'anulare della mano sinistra. Ho mani e piedi molto affusolati, con dita leggermente più lunghe del normale. Ho gli anulari più lunghi degli indici (quindi un livello di testosterone sufficiente a permettermi di essere una grande broker da adulta). Ho gli alluci più lunghi rispetto alle altre dita dei piedi (contro i canoni di bellezza classica e sulla scia dei nuovi canoni moderni di bellezza). Calzo il 37. E adesso devo studiare.
E questi sono i caratteri più o meno stabili: per il resto sono quasi totalmente volubile (Decadentismo escluso).
Ho comprato giovedì pomeriggio queste ballerine che avevo già addocchiato quando sono andata a Milano per la mostra sul Futurismo... Mi avevano rapito il cuore!! Sono così floreali!! Ho scoperto di avere una certa attrazione per tutto ciò che è floreale: adoro il Gotico fiorito, l'Art Nouveau, le poesie bucoliche, la pubblicità del nuovo profumo della Gucci,Flora, la Primavera è uno dei miei quadri preferiti di Botticelli...
Vorrei augurarvi un felice anno nuovo, ma in questo momento mi sento come se fossi stata appena investita da un camion. Al risveglio dal mio breve e tormentato sogno ho persino dubitato che la "verità effettuale della cosa " fosse "immaginazione di epsa" e che tutto ciò che è successo a Capodanno fosse tutto un frutto della mia fantasia malata... Tutto eccetto la frase salvifica e più rifulgente della luce diffusa fiamminga emanata -occasionalmente- da un certo tipo di esseri umani : <<Gira in senso antiorario...>> (...)
Questo racconto è un’opera di fantasia. Qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone vive o scomparse, è assolutamente casuale.
C’era una volta una fauvista che soffriva di favismo. Egli era nativo dell’isola di Pantelleria dove è frequente il fenomeno delle favare. Amava osservarle e nel frattempo dare sfogo ai suoi favoleggiamenti. Ripetendosi sempre che <<sanno favoleggiare i mortali>>(Pavese), sognava di piantarla lì con quella sua pittura “da bestie”(nonostante fosse proprio della sua natura istintiva dare espressione ad istinti primitivi, come rotolarsi per terra, fare girotondi pericolosi ed altri atteggiamenti pre-sociali e da noble sauvage) e di mettersi a scrivere o raccontare favole. Infatti non pareva avere altre doti e talenti particolari. Peccato però che non fosse nemmeno un gran favolatore: non fu mai ferrato nel genere della favolistica né tanto meno riuscì mai a portare a termine un favolello. Un giorno ebbe la grande idea di comprarsi un cavallo, perché i cavalli sono “ecologici”, in quanto non inquinano l’ambiente, e rappresentano un’ottima alternativa alle diavolerie della società moderna. Ben presto però si trovò di fronte al problema dell’alimentazione del suo destriero, dal momento che, da bravo bohèmien, era sempre senza soldi: quindi, dovendo dare da mangiare al suo cavallo la favarella, pensò bene di entrare in un favaio che non era di sua proprietà per raccogliere – o sarebbe meglio dire rubare- fave, non essendo però a conoscenza della sua grave sindrome. Subito, infatti, entrato a contatto con il loro polline, iniziò a presentare i sintomi tipici di questa crisi emolitica, quali la debolezza, l’impallidimento, la nausea…Credendosi spacciato, disse: <<La mia favola breve è già compiuta>>(Petrarca), ripensando alla sua puerile e, ahimè, troppo corta giovinezza. Poi però sentì un certo favellio lì nei paraggi: erano i proprietari del campicello. Chiese loro aiuto, sperando d’incontrare il loro favore, nonostante questo suo gesto avrebbe denunciato il suo misfatto. Non essendo un gran favellatore, perché nulla conobbe delle magniloquenti opere retoriche di Cicerone, non riuscì a dare una spiegazione convincente che potesse trarlo dall’impaccio, ma anzi, fece irritare i contadini che, di fronte all’evidenza della situazione, trassero fuori la zappa per grattargli la tigna (che favosa non era), se non per ammazzarlo. Egli, disperato, stava già perdendo definitivamente la favella, quand’ ecco che ebbe fortuitamente la reminescenza scolastica di alcuni versetti medievali che cominciò a recitare: <<Dies irae, dies illa,/solvet saeclum in favilla/ testet David cum Sibilla>>. Questo servì per un attimo a distrarre il capo famiglia che, non notando nemmeno un’esigua traccia di favoriti, e affascinato dal suo aspetto efebico e leggiadro da delicata fanciulla, gli propose un accordo: avrebbe finto di essere una fanciulla ed egli lo avrebbe venduto come “favorita” ad un nobile spregiudicato, già esiliato dalle sue terre e con precedenti penali per favoreggiamento. Egli, che ci teneva alla sua pallida pelle da malaticcio, accettò: d’altronde avrebbe potuto fuggire ed è sempre meglio che evitare la forca per furto. Tutto andò come previsto ed il nostro eroe, attraverso altre mille peripezie, riuscì a liberarsi dalle grinfie dell’aristocratico corrotto, il quale, seriamente convinto dell’ effettiva femminilità del ragazzo, non solo gli riservava trattamenti speciali come non aveva mai fatto con nessuna delle altre sue concubine, ma pretendeva di elevarlo a grado di moglie sposandolo. Molti anni dopo, abbandonato il poco redditizio mestiere del pittore e quello ancor più improbabile del cantastorie o scrittore, il poverello, provata anche la terribile esperienza dell’apicoltura con la quale sperava di ottenere del buon miele di favo, decise di fare il pescatore. Prese la via del mare ed andò a vivere in Patagonia dove incontrò la morte a seguito di uno scontro tra la sua barca e quella di una decadente in una delle sue rimbaldiane fughe dall’Europa. E così <<fabula acta est>>.
Vi presento la mia nuova bambolina voodoo, con tanto di spilloni (veri) conficcati nel cuore. E' favolosa. Presto le darò un nome e le attribuirò una funzione...
a
agello
aggine
aio
ara
arella
ata
ela
ella
ellare
ellatore
ellio
erella
eto
etta
illa
ismo
o
ola
olare
olatore
oleggiamento
oleggiare
oleggiatore
olello
olista
olistica
olistico
olosità
oloso
onio
ore
oreggiamento
oreggiare
oreggiatore
orevole
orire
orita
oriti
oritismo
orito
oso
ule
Ogni ossessione spesso comporta dei salti qualitativi di creatività: come quando nella fotosintesi un elettrone della clorofilla viene eccitato da un fotone e compie un salto dallo stato fondamentale allo stato eccitato, passando al livello energetico superiore.
Io intanto confido, ingenuamente, nella vostra mancanza di perspicacia (soprattutto a risolvere gli indovinelli della <<Settimana Enigmistica>>)...