This is the cauldron of my lucubrations...
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Sakkaku nasce nell' emisfero australe in un giorno dispari (e primo),in un mese dispari (e primo), in un anno palindromo (dispari e primo, logicamente). Animo precocemente precoce, ha sempre avuto un'attrazione per tutto ciò che concerne la sfera dell'irrazionale, dell'ignoto; in particolare attorno ai 13 anni i suoi interessi iniziarono a definirsi ulteriormente come reazione di fronte all'ipocrisia e alla volgarità del mondo:e allora eccola abbracciare il Decadentismo, una volta letti il Ritratto di Dorian Gray di Wilde e i Fiori del male di Baudelaire.Contemporaneamente si addentrava più approfonditamente nel campo della psicanalisi, si cimentava nello studio dell'antropologia (con riguardo specifico per la stregoneria nell'Europa occidentale), conosceva e si appassionava al gothic metal,e,sostanzialmente,coltivava il lato "oscuro" del suo animo. A partire da quel momento i suoi gusti divennero sempre più selettivi, pur rimanendo pressochè gli stessi,così come le sue numerose velleità(...)



When my time comes
Forget the wrong that I've done
Help me leave behind some
Reasons to be missed
And don't resent me
And when you're feeling empty
Keep me in your memory
Leave out all the rest
Leave out all the rest
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A Decadent Soul


sabato, 04 aprile 2009
Al di là della realtà...
sakkaku forgets the wrong at 13:59 «
"Al di là del mondo nel quale viviamo, in uno sfondo remoto, esiste ancora un altro mondo, che rispetto al primo sta nell'identico rapporto in cui la scena che talvolta vediamo a teatro si trova rispetto alla scena reale. Attraverso un velo sottile, ci pare di vedere un altro mondo di veli, più tenue e più etereo, d'una intensità diversa da quella del mondo reale. Molti uomini che compaiono corporeamente nel mondo reale non in questo hanno la loro dimora ma nell'altro. Eppure, allorché un uomo se ne allontana, allorché quasi svanisce dal mondo della realtà, ciò dipenderà da uno stato di malattia o di salute. Tale fu il caso di quell'uomo che, pur senza conoscerlo, una volta io conobbi. Non apparteneva al mondo reale, eppure molti erano i suoi legami con esso. Continuamente vi penetrava addentro, e sempre, quanto più vi si abbandonava, tanto più ne era fuori. E non era il Bene a tenervelo lontano, e neppure propriamente il Male; sotto ogni rispetto, contro di lui non potrei affermare tanto. Soffriva di una exacerbatio cerebri, per cui la realtà non riusciva a servirgli d'incitamento se non sporadicamente e a tratti. Non si sottraeva alla realtà. non era, infatti, troppo debole per sopportarla, anzi era troppo forte. Ma questa sua forza in fondo non era che malattia. Non appena la realtà aveva perduta ogni forza d’incitamento, egli si trovava disarmato: donde il suo male. Ed egli ne era consapevole nell’attimo stesso dell’incitamento, e appunto in questa consapevolezza consisteva il male. "


( Kierkegaard, Diario del seduttore )

Questo post è dedicato a KingOfPumpkins



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lunedì, 23 marzo 2009
Eternità
sakkaku forgets the wrong at 13:24 «
Dal mio corpo in putrefazione cresceranno dei fiori e io sarò dentro di loro: questa è l'eternità.
(Edvard Munch)


Fonte immagine: @Quasenada@
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domenica, 08 marzo 2009
Sul sorriso
sakkaku forgets the wrong at 13:48 «
Non si dovrebbe mai sorridere nelle foto: il sorriso è tendenzialmente un meccanismo fisiologico e pertanto naturale. Tutto ciò che non è artificiale è da ripudiare. Ciò che è naturale ci eguaglia alla condizione animale;  ciò che è troppo umano è antiestetico, il contrario del dandismo. Il dandy è per sua natura squisitamente artificiale, spontaneamente arte-fatto. Il sorriso, poi, come la risata, è una deformazione dell'espressione: se è sincero coinvolge anche gli occhi. Sorridere con gli occhi porta, a lungo andare, alla formazione di rughe, che uccidono la giovinezza. E la giovinezza, se meravigliosa, è "l'unica cosa che valga la pena di vivere". Infine, esso distrugge tutto quanto vi è di formale e raffinato: costituisce una nota dissonante a cui è difficile abbinare un bel vestito e, allo stesso modo, intacca la perfezione di un abito ben studiato, di tutto uno stile. Un dandy non sa ridere e altrettanto non dovrebbe sorridere naturalmente: disturberebbe la sua affettata atarassia.
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sabato, 07 marzo 2009
Sul dandismo
sakkaku forgets the wrong at 15:20 «

fonte immagine:DANDY

"Il dandismo è un'istituzione vaga, bizzarra, perché Cesare, Catilina, Alcibiade ce ne forniscono degli splendidi tipi; universale, giacché Chateaubriand l'ha trovata nelle foreste e sulle rive dei laghi del Nuovo Mondo (...). Non è, come molte persone vogliono credere, un diletto eccessivo della toilette e dell'eleganza materiale. Queste cose non sono per il perfetto dandy che un simbolo della superiorità aristocratica del suo spirito. Cos'è dunque questa istituzione non scritta che ha formato una  casta così orgogliosa? È prima di tutto il bisogno ardente di crearsi un'originalità (...). È una specie di culto di se stesso (...). È il piacere di meravigliare e la soddisfazione di non essere mai meravigliati (...). È l'ultimo raggio di eroismo nei periodi di decadenza"

da Charles Baudelaire, Pittore della vita moderna

Ultimamente va di moda il dandismo. Fino a non molto tempo fa se si scriveva la parola dandy su Google compariva poco più che un qualche damerino; ora, invece, siamo bombardati da pseudo-dandy (basti dare un'occhiatina ai gruppi su Netlog e ai vari sedicenti dandies  forzaitalioti o leghisti o eccentrici o Lewis Carroll-patiti). Posso ben dire che più che altro va di moda uccidere il dandismo. Oggi il dandy è démodé.
Sul <<Venerdì>> di Repubblica n° 1094 del 6 marzo 2009 c'è un articolo interessante a proposito: leggetelo.
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giovedì, 25 dicembre 2008
Yoshitaka Amano- Japanese art
sakkaku forgets the wrong at 16:27 «
Chi ha apprezzato le meraviglie grafiche di Chen-Shu-Fen, non potrà che restare estasiato di fronte al diversissimo ma altrettanto abile Amano Yoshitaka. La sua esperienza artistica mi sembra essere caratterizzata da un grande eclettismo, sorretto in tutto ciò da uno sperientalismo disegnativo che permette ad Amano di cimentarsi in un'ampia gamma di soggetti senza mai però occultare il filo conduttore delle sue opere: ovvero, un gusto tutto personale per l'immaginifico, a mio parere mutuato dalle più varie correnti pittoriche occidentali e filtrato dalla sensibilità giapponese. Nei suoi disegni, infatti, si ha l'impressione di cogliere numerosi e costanti riferimenti culturali (dal surrealismo all'esotismo, all'Art Nouveau),tutti assimilati e reintegrati con squisitezza sublime e mirabile perizia tecnica. Nel complesso la sua pittura ha un'effetto estraniante e magnetico, che incanta, persuadendo l'occhio ad indugiare nei minimi particolari.



L'artista sembra prediligere in alcuni casi delle soluzioni fortemente coloristiche ed esotiche, con profusione di fiori, animali tropicali, arrangiamenti multicolori che riempiono lo sfondo del disegno spesso bidimensionale.


Denota anche una certa tendenza surrealistica nell'organizzazione e nell'accumulo di elementi fantastici e quasi germogliati da un sogno.

Mi piace poi la resa muscolare dei suoi personaggi maschili, che mi ricorda moltissimo la possanza del tratto di William Blake.







Bellissimi i suoi disegni pervasi dalla stessa atmosfera fiabesca delle antiche illustrazioni di una volta per i libri di favole.









Molto interessanti quelli orientaleggianti, toccati da elementi fantasy sapientemente dosati con chiare influenze liberty (come anche il disegno successivo).





Questo cavaliere,poi, simile quasi ad un'immagine araldica, ha un che di tardo-gotico e metafisico che riecheggia lo stile cortese di Simone Martini e in particolare del suo affresco
Guidoriccio da Fogliano











Purtroppo le immagini sono ridotte e non riescono a rendere la bellezza del tratto in questa serie di disegni anch' essi molto vicini alle illustrazioni di inizio Novecento per i libri di fiabe per bambini.





Ma i disegni più affascinanti e significativi sono, secondo me, questi in cui si potrebbero riscontrare le influenze dell'arte neobizantina di Gustav Klimt (nell'effetto a mosaico dello sfondo dorato), dello stile liberty, un gusto tutto decadente per le atmosfere molli e sensuali dai colori "tossici" e metallici;



addirittura il simbolismo di Gustav Moreau ed Odilon Redon;



e infine sempre lo stile dell'Art Nouveau dell'illustratore Aubrey Beardsley.




















arte, disegni, illustrazioni, decadente «
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martedì, 16 dicembre 2008
Piange nel mio cuore
sakkaku forgets the wrong at 20:41 «



Il pleure dans mon cœur
      Comme il pleut sur la ville;
      Quelle est cette langueur
      Qui pénètre mon cœur?

5    Ô bruit doux de la pluie
      Par terre et sur les toits!
      Pour un cœur qui s'ennuie
      Ô le chant de la pluie!

      Il pleure sans raison
10  Dans ce cœur qui s'éccœure.
      Quoi! nulle trahison?...
      Ce deuil est sans raison.

      C'est bien la pire peine
      De ne savoir pourquoi
15  Sans amour et sans haine
      Mon cœur a tant de peine!

      [Paul Verlaine, Romances sans paroles, 1874]

Piange nel mio cuore
      Come piove sulla città;
      Cos'è questo languore
      Che mi penetra il cuore?

5    O dolce brusìo della pioggia
      Per terra e sopra i tetti!
      Per un cuor che si annoia,
      Oh il canto della pioggia!

      Piange senza ragione
10  Nel cuore che si accora.
      Come! Nessun tradimento!...
      Dolore senza ragione.

      È la pena maggiore
      Il non saper perché
15  Senz'odio e senza amore
      Ha tanta pena il cuore!

      [Traduzione di Giuseppe Cirigliano]

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sabato, 29 novembre 2008
Inquietudini del cuore.
sakkaku forgets the wrong at 22:08 «


Antonello da Messina, San Sebastiano, 1476 circa. Olio su tela trasferito da pannello, Dresda, Gemäldegalerie.

Se all' inizio potevo vederlo solamente come circondato da una stupefacente luce diffusa tipica dei quadri fiamminghi, ora mi piace pensarlo così, come il San Sebastiano di Antonello da Messina: con il corpo, atteggiato secondo una posa classica, tutto trafitto da frecce e il volto da cui traspare una dolcissima e lieve espressione sofferente; in particolar modo trovo disarmanti quella bocca semiaperta, quasi esalante l'ultimo respiro, e quegli occhi dallo sguardo languido (e aggiungerei anche miopi...), rivolti al cielo, e quell'incarnato dal pallore di cera, come di sta per avere un calo di zuccheri (...). E non sono anche squisite quelle gocce di sangue che gli rigano la pelle? Ed esteticamente eccitanti quelle figurine sullo sfondo del paesaggio veneziano, del tutto indifferenti alla sorte del santo, così come lo è quello splendido cielo dal dolce color d'oriental zaffiro ? E conturbante la stessa atarassia del santo, che manifesta solo una pacata sofferenza, nonostante il supplizio a cui è sottoposto?

Amo in maniera perversa.
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lunedì, 13 ottobre 2008
Autolesionismo estetico.
sakkaku forgets the wrong at 12:50 «
"Ora ecco, il mio cuore ti confesserà cosa andava cercando laggiù, tanto da essere malvagio senza motivo, senza che esistesse alcuna ragione della mia malvagità. Era laida e l'amai, amai la morte, amai il mio annientamento. Non l'oggetto per cui mi annientavo, ma il mio annientamento in se stesso amai, anima turpe, che si scardinava dal tuo sostegno per sterminarsi non già nella ricerca disonesta di qualcosa, ma della sola disonestà. [...]"

(Sant'Agostino, Confessioni, II,4)
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sabato, 13 settembre 2008
Immagini da Torino...
sakkaku forgets the wrong at 20:47 «

06 agosto 2008

La Mole.

06 agosto 2008


24 agosto 2008

Il nostro Palazzo dei Diamanti ^ ^

24 agosto 2008

Sfingi sul balcone?

24 agosto 2008

Molto decadente, non trovate?

24 agosto 2008

Liberty?

24 agosto 2008

*_________*

11 giugno 2008

Palazzo Madama- piazza Castello.

11 giugno 2008

Palazzo Madama- piazza Castello.

25 agosto 2008

Bellissimo...

29 agosto 2008

Torino è bella di bei palazzi ^ ^

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lunedì, 16 luglio 2007
...
sakkaku forgets the wrong at 18:04 «
Il sole oggi è tremendo. E’ da nove giorni che non scrivo sul blog…Devo cercare  di rimediare xP…Questi nove giorni sono stati forse tra i più pieni delle ultime settimane: mai mi sembra di aver fatto, visto tante cose dall’inizio dell’estate.


Sento il brusio di sottofondo delle macchine, brusio soave, monotono e costante come il fragore delle onde…Ogni tanto vi s’intercala uno strato di suoni più forti, quali le voci dei bambini che si disperdono in lontananza. Al di sopra di questa patina di suoni, con intermittenza emerge il rumore particolarmente interessante del becco della mia cocorita che si mangiucchia i semini…Adesso inizia ad emettere una serie di cinguettii squillanti, da timbro cristallino, come quello di un campanellino, si mette a borbottare tra sé e sé discorsi incomprensibili, a fare degli squittii che però sono un piacere per le orecchie…Ecco, ora l’aria si sta frammischiando coi suoi discontinui gorgheggi…Non c’è vento. O, almeno, io non lo sento. Il ronzio di sottofondo è sempre continuo, dolce, cullante come l’ondeggiare del mare. Le mie palpebre sembrano voler chiudersi da un momento all’altro…
Nella mia testa ho la sensazione che si sia intessuta una fitta tela di noia e insofferenza… E’ come avere un bozzolo di pensieri densi, pesanti, stagnanti, indurito dalla resina dell’indifferenza.
Non è il mio corpo a sentire il calore: il caldo mi sembra di averlo dentro la testa, in quell’involucro che ozia nei recessi della mia mente. E’ un caldo afoso, che mi annebbia il cervello.


Nella mia testa l’irritazione va fermentando come il mosto dentro la botte.

Oh, che fastidio!
In questo momento le parole dette da altri mi risultano intollerabili e taglienti e allo stesso modo mi è molesto il silenzio…

Che fastidio, che caldo, che caldo, che fastidio!


{e con questo chiasmo chiudo questo squarcio di una giornata guasta e soffocante-18:03}


 
 

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