When my time comes
Forget the wrong that I've done
Help me leave behind some
Reasons to be missed
And don't resent me
And when you're feeling empty
Keep me in your memory
Leave out all the rest
Leave out all the rest
Leave out all the rest - Linkin Park
PUOI
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NON PUOI
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Forse è arrivato il momento di dare una spiegazione del del significato mio nick. Apparentemente sembra una parola senza alcun significato e forse neanche priva di una sua certa cacofonia(...)- cercherò di non pensare ai vari "sacchetti", "sacco" (ed altri ancora)che sono derivati da un' inesistente radice pseudo-italiana "sakk"-, ma in realtà, come potrebbe ben intuire a)chi mi conosce personalmente, b)chi ha letto il mio profilo ("interessi: (...) Japan"), c) chi sa il giapponese, sakkaku è, udite, udite, una parola giapponese. Per la precisione un sostantivo astratto, che significa "illusione" (o anche "allucinazione"). Provate a digitare su Google immagini la parola sakkaku, e vi comparirà innanzi una caterva di siti in giapponese con degli strani disegni di forme geometriche... Ero, in sostanza, passata da un'età classica (caratterizzata dalla creatività della mia produzione) ad un'età ellenistica, che ha comportato un raccoglimento interiore ed un progressivo prosciugamento della vena creativa. In questo periodo appunto, che andava a coincidere in parte con i miei 14 anni ed una sempre più crescente apatia nei confronti dell'esistenza, in cui, secondo la mia opinione di allora, <<tutto è illusione>>, avevo creato un racconto a dir poco grottesco, eppure leggero, quasi inconsciamente aspirato ad uno dei racconti di Edgar Allan Poe, in cui la protagonista (ripeto, la protagonista, non io...), dopo essere morta, aveva ancora l'illusione di continuare a vivere, come in una sorta di catalessi. A questo racconto avevo dato il titolo di "Sakkaku", perchè mi sembrava proprio appropriato. Poi il nome Sakkaku è passato a denominare un altro personaggio femminile, questa volta di quello che doveva essere un romanzo, ma che poi è rimasto incompiuto e di cui avevo anche abbozzato un fumetto. Infine quando volli iscrivermi al forum di Miroku79 (Inuyasha portal per l'appunto), non volendo usare un altro nick a cui tenevo tantissimo (notate bene: anch'esso cacofonico...-dev'essere che ho una passione per i nomi foneticamente sgradevoli o ambigui...-), perchè l'avevo destinato per altri scopi (sempre velleitari xP), mihi venit in mentem il racconto strano sulla catalessi e il fatto che alla fine avevo destinato il nome ad un vero e proprio personaggio. Allora se la protagonista del mio romanzo (astratto) poteva usarlo, perchè io no? Optai dunque per sakkaku.
Su internet ormai sono sempre di più le persone che adottano questo nick (e non solo donne). Comunque premetto che, alle origini, quando mi sono registrata sul forum di Inuyasha portal, ero ancora l'unica ad avere un nick del genere, perlomeno in Italia. Ora, con mio rammarico (ù_ù) , mi è pure capitato di scoprire che quacuno ha avuto la grande idea di registrarsi su Wikipedia con questo nick. Forse avrei dovuto metterci il copyright...(eh,eh,eh)
Il motivo che mi ha spinta ad usare questo nick, con questo significato, piuttosto che un altro, affonda le sue radici in un fertile periodo di produzione astratta di racconti dei miei 14 anni: intorno ai 13 iniziai ad avere un grande periodo creativo, in particolar modo nel campo della poesia e della narrativa; solo che, per ovvie (e stupide questioni di tempo), ero portata a dedicarmi, da un punto di vista pratico, solo ed unicamente alla stesura di poesie e alla scrittura, coeva, del mio diario personale, a scapito di ben altre, forse un po' ingenue?, velleità letterarie. Così, come un tempo era stato per le numerose fanfic su Inuyasha e Sesshoumaru, concepite e mai date alla luce, ma beninteso, tutte tenute rigorosamente a mente con una particolare mnemotecnica (che, col passare degli anni, è andata, ahimè, esaurendosi) da far invidia al più virtuoso aedo o rapsodo dell'antichità greca, allo stesso modo mi ero data alla memorizzazione di quei geniali spunti narrativi che mi sarebbero serviti per portare avanti delle vere e proprie opere messe per iscritto. Poi è vero che qualche appunto me lo prendevo su carta, ma erano giusto delle brevi e scarne annotazioni di decine e decine di trame per romanzi e racconti che avevo in mente di scrivere, che non ho mai scritto e che non attendono altro che essere una buona volta "partoriti". man mano però che il tempo passava e che il mio "contemptus mundi" aveva modo di fermentare ben bene come il mosto nella botte (sempre il riferimento al vino,eh? finirete per pensare che sono un'alcolizzata...) e maturare in qualcosa di sempre più raffinato e complesso (ulteriori chiarimenti alla prossima puntata), in concomitanza la mia produzione letteraria (astratta, ovviamente) iniziava a cedere il passo a continue reiterazioni di trame (Plauto aveva più fantasia, giuro.), a riciclaggi di materiale già precedentemente elaborato (a mente), all'inanità degli argomenti proposti (a me stessa, a mente).
E sakkaku fui.