This is the cauldron of my lucubrations... *loading* visite.
Me
Sakkaku nasce nell' emisfero australe in un giorno dispari (e primo),in un mese dispari (e primo), in un anno palindromo (dispari e primo, logicamente). Animo precocemente precoce, ha sempre avuto un'attrazione per tutto ciò che concerne la sfera dell'irrazionale, dell'ignoto; in particolare attorno ai 13 anni i suoi interessi iniziarono a definirsi ulteriormente come reazione di fronte all'ipocrisia e alla volgarità del mondo:e allora eccola abbracciare il Decadentismo, una volta letti il Ritratto di Dorian Gray di Wilde e i Fiori del male di Baudelaire.Contemporaneamente si addentrava più approfonditamente nel campo della psicanalisi, si cimentava nello studio dell'antropologia (con riguardo specifico per la stregoneria nell'Europa occidentale), conosceva e si appassionava al gothic metal,e,sostanzialmente,coltivava il lato "oscuro" del suo animo. A partire da quel momento i suoi gusti divennero sempre più selettivi, pur rimanendo pressochè gli stessi,così come le sue numerose velleità(...)
When my time comes
Forget the wrong that I've done
Help me leave behind some
Reasons to be missed
And don't resent me
And when you're feeling empty
Keep me in your memory
Leave out all the rest
Leave out all the rest Leave out all the rest - Linkin Park
PUOI
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<<(...)-Pentimenti sul passato, noja del presente, e timor del futuro; ecco la vita. La sola morte, a cui è commesso il sacro cangiamento delle cose, promette pace.>>
Ugo Foscolo, Le ultime lettere di Jacopo Ortis, Rimino 5 marzo, ore undici della sera.
De witte en lieflijke zwaan
sterft zingend. En ik
bereik wenend mijn levenseinde.
Het is een vreemd lot
dat hij zonder troost sterft
en dat ik gelukzalig sterf.
Een dood die mij vervult van vreugde en verlangen
Als ik door te sterven geen andere smart voel
Zou ik met genoegen duizend doden per dag willen sterven.
Io adooooro Kaname Chidori (
千鳥 かなめ) *___________* , ragion per cui un mio grande desiderio sarebbe proprio quello di rappresentarla in un cosplay.
Kaname è una ragazza effervescente, testarda, coraggiosa, determinata, espansiva, indipendente, portata per la leadership ma soprattutto estremamente irascibile ; sa anche essere molto dolce e disponibile con gli altri; fun po' ottusa in amore e non è in grado di ammettere i propri sentimenti.
Non mi dilungherò oltre sulla sua vita. Ecco alcuni dati estremamente importanti per noi otaku:
Data di nascita: 24 Dicembre Età: 16 anni Occhi: castani Capelli: ha dei lunghissimi capelli blu Altezza: 166 cm Peso: 50 kg Misure: 86-58-86 Gruppo Sanguigno: B Grado: Civile Nazione di origine: Giappone Hobby: Softball (attività del club) Abilità particolari: Cucinare - Whispered Materia in cui non eccelle: Geografia (pensa che Ginevra sia la capitale del Brasile)
Note particolari:
- Frequenta il secondo anno sezione 4 del liceo Jindai
- È un po' ottusa nelle questioni affettive.
- Soffre di pressione bassa e la mattina fa fatica a svegliarsi.
Ed ecco alcune foto:
(tra parentesi... Questi gif sono spettacolari x°D)
Fonte immagini:internet (esattamente: sono andata su Google e ho digitato "Kaname Chidori"...Sinceramente non ho nessunissima voglia di mettermi a scrivere adesso tutti i link...In ogni caso i diritti sono riservati ai legittimi proprietari ^ ^)
Ma per realizzare questo mio piccolo sogno o grande capriccio ho bisogno di questa:
Putroppo non sono brava come la ragazza che l'ha cucita (se l'ha effettivamente realizzata lei l'uniforme, cosa su cui non mi sono soffermata), quindi avrei necessariamente bisogno di ricorrere a quei siti per cosplayers che forniscono uniformi come questa qua (senza voler fare pubblicità occulta...):
Altrimenti non saprei dove andare a rivolgermi...Una sarta??
Al costume in ogni caso mancherebbero le scarpe rosa da ginnastica (cosa che io ho :D) e la parrucca azzurra (che non ho, ma che ho trovato su un certo sito...).
Ah! E poi il ventaglio gigante.
Ah! E poi una pistola eventualmente o anche un bazuka.
Ah! E poi un ragazzo che interpreti Sousuke naturalmente (e che sia abbastanza resistente da riuscire a tenermi sulla schiena per le foto Kaname/Sousuke...)
Sandro Botticelli, La Calunnia di Apelle, 1490-95. Tempera su tavola, 62x91 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi.
"La Calunnia, guidata dall'Invidia e accompagnata da Tradimento e dall'Inganno, trascina un innocente davanti ad un giudice consigliato da Ignoranza e Sospetto; sulla sinistra il Rimorso indica il giovane e la Verità alza il braccio e lo sguardo verso il cielo."
Quante volte ci capita nella vita?
"Vidi conte Orso e l'anima divisa
dal corpo suo per astio e per inveggia,
com'e' dicea, non per colpa commisa; Pier de la Broccia dico; e qui proveggia,
mentr'è di qua, la donna di Brabante,
sì che però non sia di peggior greggia."
Dante, Purgatorio, canto VI, vv 19-24
"Il dandismo è un'istituzione vaga, bizzarra, perché Cesare, Catilina, Alcibiade ce ne forniscono degli splendidi tipi; universale, giacché Chateaubriand l'ha trovata nelle foreste e sulle rive dei laghi del Nuovo Mondo (...). Non è, come molte persone vogliono credere, un diletto eccessivo della toilette e dell'eleganza materiale. Queste cose non sono per il perfetto dandy che un simbolo della superiorità aristocratica del suo spirito. Cos'è dunque questa istituzione non scritta che ha formato una casta così orgogliosa?
È prima di tutto il bisogno ardente di crearsi un'originalità (...).
È una specie di culto di se stesso (...).
È il piacere di meravigliare e la soddisfazione di non essere mai meravigliati (...). È l'ultimo raggio di eroismo nei periodi di decadenza"
da Charles Baudelaire, Pittore della vita moderna
Ultimamente va di moda il dandismo. Fino a non molto tempo fa se si scriveva la parola dandy su Google compariva poco più che un qualche damerino; ora, invece, siamo bombardati da pseudo-dandy (basti dare un'occhiatina ai gruppi su Netlog e ai vari sedicenti dandies forzaitalioti o leghisti o eccentrici o Lewis Carroll-patiti). Posso ben dire che più che altro va di moda uccidere il dandismo. Oggi il dandy è démodé.
Sul <<Venerdì>> di Repubblica n° 1094 del 6 marzo 2009 c'è un articolo interessante a proposito: leggetelo.
Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond'io nudriva 'l core
in sul mio primo giovenile errore
quand'era in parte altr'uom da quel ch'i' sono,
del vario stile in ch'io piango et ragiono
fra le vane speranze e 'l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, nonché perdono.
Ma ben veggio or sì come al popol tutto favola fui gran tempo, onde sovente
di me medesmo meco mi vergogno;
et del mio vaneggiar vergogna è 'l frutto,
e 'l pentersi, e 'l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno.
Petrarca, Canzoniere, I
Giunto è già 'l corso della vita mia,
con tempestoso mar, per fragil barca,
al comun porto, ov'a render si varca conto e ragion d'ogni opra trista e pia.
Onde l'affettüosa fantasia
che l'arte mi fece idol e monarca
conosco or ben com'era d'error carca
e quel c'a mal suo grado ogn'uom desia.
Gli amorosi pensier, già vani e lieti,
che fien or, s'a duo morte m'avvicino?
D'una so 'l certo, e l'altra mi minaccia.
Né pinger né scolpir fie più che quieti
l'anima, volta a quell'amor divino
c'aperse, a prender noi, 'n croce le braccia.
Virgilio a Catone Uticense:
"Or ti piaccia gradir la sua venuta:
libertà va cercando, ch'è sì cara,
come sa chi per lei vita rifiuta."
(Dante, Commedia, Purgatorio, I, 70-72)
Dio ad Adamo:
"Non ti diedi né volto, né luogo che ti sia proprio, né alcun dono che ti sia particolare, o Adamo, affinché il tuo volto, il tuo posto e i tuoi doni tu li voglia, li conquisti e li possieda da solo. La natura racchiude altra specie in leggi da me stabilite. Ma tu che non soggiaci ad alcun limite, col tuo proprio arbitrio al quale ti affidai, tu ti definisci da te stesso. Ti ho posto al centro del mondo affinché tu possa contemplare meglio ciò che esso contiene. Non ti ho fatto né celeste né terrestre, né mortale né immortale, affinché da te stesso, liberamente, in guisa di buon pittore o provetto scultore, tu plasmi la tua immagine."
(Pico della Mirandola, Oratio de hominis dignitate)
"Questa libertà, che si rivela nell'angoscia, può caratterizzarsi con l'esistenza di quel niente che si insinua tra i motivi e l'atto. Non già perché sono libero, il mio atto sfugge alla determinazione dei motivi, ma, al contrario, il carattere inefficiente dei motivi è condizione della mia libertà. E se si domanda qual'è questo niente che fonda la libertà, risponderemo che non si può dscriverlo perché non è, ma si può almeno indicarne il senso, in quanto questo niente è stato per l'essere umano nei suoi rapporti con se stesso. Corrisponde alla necessità per il motivo di non apparire come motivo altro che come correlazione di una coscienza "di" motivo. In una parola, poiché rimunciamo all'ipotesi dei contenuti di coscienza, dobbiamo riconoscere che non vi sono motivi "nella" coscienza ma solo "per" la coscienza. E per il fatto stesso che il motivo non può sorgere come apparizione, si costituisce da sé come inefficace."
(Sartre, L'essere e il nulla)
"L'estasi dello stato dionisiaco con il suo annientamento delle abituali barriere e confini dell'esistenza comprende infatti, nella sua durata, un elemento letargico in cui s'immerge tutto ciò che è stato vissuto personalmente nel passato. Così, per questo abisso dell'oblio, il mondo della realtà quotidiana e quello della realtà dionisiaca si distaccano. Non appena però quella realtà quotidiana riaffiora nella coscienza, essa, come tale, viene sentita con nausea; una disposizione ascetica, negatrice della volontà, è il frutto di quegli stati. In questo senso l'uomo dionisiaco è simile ad Amleto: entrambi una volta hanno gettato uno sguardo vero nell'esistenza delle cose, hanno conosciuto, e agire li nausea; poiché la loro azione non può cambiare niente nell'esistenza eterna delle cose, essi sentono come ridicolo o infame che venga loro richiesto di rimettere in sesto il mondo uscito fuori dai cardini. La conoscenza uccide l'agire, per agire si deve essere avvolti nell'illusione - questa è la dottrina di Amleto, non già quella saggezza a buon mercato di Hans il sognatore che non giunge all'azione per la troppa riflessione, quasi per un eccesso di possibilità; non è la riflessione, no! - è la vera conoscenza, è la visione dell'orribile verità, che prevale su ogni motivo incitante all'azione, così per Amleto come per l'uomo dionisiaco. Ora non c'è più consolazione che possa servire, l'anelito si svolge al di là di un mondo dopo la morte, al di là degli dei stessi, l'esistenza, insieme al suo splendido rispecchiamento negli dei o in un al di là immortale, viene negata. Nella coscienza di una verità, ormai contemplata, l'uomo adesso vede dappertutto soltanto orrore o l'assurdità dell'essere; ora comprende quel che vi è di simbolico nel destino di Ofelia, ora riconosce la saggezza del dio silvestre Sileno: prova ripugnanza. [...]"
(Nietzsche, La nascita della tragedia, § 7, edizione commentata a cura di Vincenzo Vitiello e Ettore Fagiuoli)
"Ora ecco, il mio cuore ti confesserà cosa andava cercando laggiù, tanto da essere malvagio senza motivo, senza che esistesse alcuna ragione della mia malvagità. Era laida e l'amai, amai la morte, amai il mio annientamento. Non l'oggetto per cui mi annientavo, ma il mio annientamento in se stesso amai, anima turpe, che si scardinava dal tuo sostegno per sterminarsi non già nella ricerca disonesta di qualcosa, ma della sola disonestà. [...]"