This is the cauldron of my lucubrations... *loading* visite.
Me
Sakkaku nasce nell' emisfero australe in un giorno dispari (e primo),in un mese dispari (e primo), in un anno palindromo (dispari e primo, logicamente). Animo precocemente precoce, ha sempre avuto un'attrazione per tutto ciò che concerne la sfera dell'irrazionale, dell'ignoto; in particolare attorno ai 13 anni i suoi interessi iniziarono a definirsi ulteriormente come reazione di fronte all'ipocrisia e alla volgarità del mondo:e allora eccola abbracciare il Decadentismo, una volta letti il Ritratto di Dorian Gray di Wilde e i Fiori del male di Baudelaire.Contemporaneamente si addentrava più approfonditamente nel campo della psicanalisi, si cimentava nello studio dell'antropologia (con riguardo specifico per la stregoneria nell'Europa occidentale), conosceva e si appassionava al gothic metal,e,sostanzialmente,coltivava il lato "oscuro" del suo animo. A partire da quel momento i suoi gusti divennero sempre più selettivi, pur rimanendo pressochè gli stessi,così come le sue numerose velleità (...)
When my time comes
Forget the wrong that I've done
Help me leave behind some
Reasons to be missed
And don't resent me
And when you're feeling empty
Keep me in your memory
Leave out all the rest
Leave out all the rest Leave out all the rest - Linkin Park
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Koji Morimoto è nato nel 1959 a Wakayama e si è laureato alla Scuola di Design di Osaka. E' annoverato come uno dei più talentuosi animatori della scena attuale. Numerose sono le sue partecipazioni ai disegni chiave di importanti serie Tv e lungometraggi per il cinema dove ha spesso ricoperto anche il ruolo di "sakkan" ovvero direttore dell'animazione. Ha lavorato al fianco di tutti i più importanti registi del settore, per citarne alcuni: Osamu Dezaki, Rintaro e Hayao Miyazaki. Amico personale e stretto collaboratore di Katsuhiro Otomo - con cui ha condiviso l'esperienza colossale di Akira (1988) - è stato tra i fondatori dello Studio 4°C, animation house che si è distinta per l'attitudine alla sperimentazione grafica e linguistica al limite dell'avanguardia e per la volontà di collaudare soggetti atipici nel panorama degli anime. Non è perciò un caso che Morimoto abbia preso parte, come regista o animatore, a tutti i film cosiddetti “omnibus” che sono annoverati dalla critica come il più importante anello di giunzione tra l'animazione giapponese “industriale” di lungometraggio e quella “indipendente” confinata nella forma del cortometraggio. Le sue regie più famose sono Magnetic Rose, primo episodio del film Memories (1995), e Beyond, segmento di chiusura del progetto nippoamericano Animatrix (2003). Morimoto è attivo anche nel campo dei videoclip e dei videogame. Mercoledì 16 settembre, Koji Morimoto presenta a Torino "Genius Party Beyond". Genius Party Beyond (2008) è il sequel ideale di Genius Party, realizzato l'anno precedente sempre dallo Studio 4°C. Entrambi i titoli sono classificabili come "omnibus" ovvero film collettivi composti da episodi firmati da registi diversi. Questi cortometraggi spaziano dallo stile narrativo "classico" degli anime alla sperimentazione grafica bidimensione o 3D. A ciascun regista è stata concessa la massima libertà artistica. Il risultato è, come suggerisce lo stesso titolo, una festa della fantasia genialoide. I segmenti che compongono il film sono: Gala di Mahiro Maeda, Moondrive di Kazuto Nakazawa, 'Wanwa' the Puppy di Shinya Ohira, Tojin Kit di Tatsuyuki Tanaka, Dimension Bomb di Koji Morimoto.
Era da una settimana che volevo vedere questo film, Il mostro di Dusseldorf, uno dei capolavori del cinema espressionista tedesco, del 1931, regia di Fritz Lang. Oggi,arrivata a casa dopo aver fatto tutoraggio, mi sono completamente dimenticata e mi son messa a commentare foto su Netlog. Sì, forse mi sto inzarrendo od emizzando. Sì, vorrei sapere anch'io dove o la testa e perché faccio sempre ciò che voglio quando non voglio e faccio ciò che non voglio quando voglio fare qualcosa. E adesso ho appena perso 45 minuti di tempo. Fisica mi aspetta...
Vorrei confessarmi ma non ne sono capace, perché il mio cuore è vuoto. Ed è vuoto come uno specchio che sono costretto a fissare. Mi ci vedo riflesso e provo soltanto disgusto e paura. Vi leggo indifferenza verso il prossimo, verso tutti i miei irriconoscibili simili. Vi scorgo immagini di incubo nate dai miei sogni e dalle mie fantasie. (Antonius Block)
Da il Settimo sigillo, di Ingmar Bergman, Svezia,1956.
Non mi sono pentita di essere andata a vederlo, ma sinceramente me lo figuravo meno "splatter" e più critico nei confronti della società londinese dell' 800.
Forse pretendevo troppo...