When my time comes
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Autore: Gustave Moreau (Parigi,1826-ivi,1898)
Titolo: L’apparizione
Cronologia: 1874-1876
Collocazione attuale: Parigi, Musée Moreau
Collocazione originaria: Collezione privata di Charles Hayem ?
1)lettura materiale:
dimensioni: cm.142x103
materiale,tecniche: olio su tela
stato di conservazione: ottimo
2)esame della rappresentazione dell’opera d’arte:
-Iconografia:Al centro di una sala dello straordinario palazzo di Erode, appare una visione terrificante alla principessa Salomé: la testa decapitata di Giovanni Battista. L’episodio biblico narra che Salomè, figlia di Erodiade e di Erode Filippo, innamorata del cugino di Gesù, Giovanni Battista, ma non ricambiata, in occasione di un banchetto ottenne dal re Erode, come macabro premio per aver danzato, proprio che l’asceta venisse decapitato. Nel dipinto la testa mozzata del santo, aleggia livida, gettando un’ombra nera sul pavimento, con il collo grondante di sangue, in parte rappreso nella barba e nella punta dei capelli, scrutando con gli occhi sbarrati Salomè. E’ circondata da un’aureola che sprigiona fasci di luce molto luminosa, che si irradiano illuminando l’interno del palazzo, quasi accecando la danzatrice che, atterrita, inclina la testa, volendo respingere l’allucinante apparizione che la inchioda a terra. Con la mano sinistra completamente distesa, punta, con gesto coreografico, il dito verso il santo, quasi per esorcizzare l’apparizione, oggetto del suo odio e al tempo stesso della sua attrazione. Il braccio destro è ritratto e nel pugno stringe un fiore di loto. Il suo corpo adolescente è quasi nudo eppure carico di ornamenti: gioielli e pietre preziose, le cui superfici, colpite dai raggi di fiamma emanati dalla testa mozzata del santo, sembrano ardere intensamente. La testa dell’asceta per altro è visibile solo per Salomè: dietro di lei, ignari di quanto sta accadendo, a mala pena si scorgono gli altri personaggi, nascosti nell’ombra del palazzo, ovvero Erodiade, madre di Salomè, che ha appena saziato il suo odio, ed il sovrano Erode, torreggiante sul trono regale. A destra, una guardia reale velata fino agli occhi, statuaria, con una lancia in pugno e addosso una tunica arancione e rossa, se ne sta ritta sull’attenti, osservando dritto davanti a sé, con lo sguardo immobile, non potendo anch’essa vedere l’apparizione. Sullo sfondo si ergono le massicce colonne del palazzo, con una serie di capitelli molto complessi stilisticamente e nell’intercolumnio si colloca un tempietto orientale, con una scalinata. Vicino ad esso si possono vedere delle statuette di animali. Il pavimento è ricoperto di tappeti sontuosi e in parte anche da fiori.
-Iconologia: Moreau non ha voluto semplicemente rappresentare una scena appartenente alla tradizione biblica: in questa sua apoteosi di un’epoca lontana, come dice il decadente Huysmans, l’immagine perde ogni riferimento con la realtà e diviene veicolo di espressione del pensiero, di uno stato d’animo, del mondo interiore. L’immagine della testa del santo quindi, non vuole riecheggiare l’episodio della decapitazione in sè, ma essere simbolo, materializzazione del senso di colpa che torna ad ossessionare Salomé e che l’inconscio proietta esteriormente sotto forma di visione onirica. Quanto alla bella figlia di Erode, personaggio molto ricorrente nelle opere di questo autore, essa non è più semplice oggetto del desiderio maschile, ma diventa simbolo del binomio romantico di eros e thànatos, seduzione e autodistruzione, è la femme fatale, sensuale e al contempo satanica, che incarna nella propria bellezza femminile, esaltata dalla preziosità dei gioielli e degli abiti, il male, la morte, la perversione. In tutta l’opera serpeggia un senso di erotismo carnale, tratto dal Romanticismo, che è quasi raggelato in una pittura contemplativa, asessuata: le figure dipinte da Moreau sono per lo più indistinguibili nei i caratteri sessuali, ma anche nell’età. La stessa Salomè, come la donna di Baudelaire e di Huysmans, è androgina, “mineralizzata”(Bruno Nacci, Massimo Colesanti ).
-Esame stilistico: nella composizione dell’opera prevale la staticità; i due soggetti principali (Salomè e Giovanni battista) sono inscrivibili in un triangolo che occupa la metà del quadro e che è l’unica parte del dipinto ad essere fortemente illuminata: il resto si confonde nei contrasti chiaroscurali ; i colori predominanti sono il rosso scarlatto (simbolo del sangue, della morte) e il dorato (che richiama l’universo onirico, ma anche un qualcosa di negativo e relativo alla sfera interiore dell’uomo, se lo intendiamo come contaminazione del bianco, colore dell’innocenza); i contorni sono abbastanza ben definiti nella scena dell’apparizione, poi sfumano in uno scenario suggestivo,denso di colori cupi, in cui l’artista ha inciso un’architettura indecifrabile dal punto di vista stilistico, dove si amalgamano figure di mostri pagani, divinità orientali, animali egizi, santi cristiani. Tutta la composizione rimanda ad un gusto per le civiltà lontane, arcaiche e orientali, testimoniato dallo studio da parte dell’autore di ogni minimo particolare decorativo, per realizzare il quale si è avvalso di vari repertori archeologici ed etnografici “cari alla cultura del suo tempo”. Se le sue prime esperienze pittoriche furono classicheggianti, dopo il 1870 il suo stile subisce una svolta e sono molte le sue opere ad avere caratteristiche simili al quadro de “L’apparizione”: figure mitologiche, bibliche e letterarie inserite in ambientazioni sature di elementi simbolici, che trascendono la realtà, concepite al di fuori del tempo, delle epoche e come connubio di più culture. Se confrontiamo quindi la pittura di Moreau con altre produzioni a lui contemporanee (il Realismo e l’Impressionismo, entrambi i quali riproducono con esattezza naturalistica la realtà circostante o le impressioni avute dalla percezione ottica, e di cui il Simbolismo era l’antitesi), notiamo subito qualcosa di estremamente innovativo per l’epoca, come sottolineava d’altra parte lo scrittore Huysmans in À rebours : “(…)la verità è che Gustave Moreau non derivava da nessuno. Senza un vero maestro, senza possibili discepoli, restava unico nell’arte contemporanea.(…)” La pittura di Gustave Moreau, il cui stile trae ispirazione in parte al tardo Delacroix e alla poetica “visionaria” di alcuni protoromantici del Settecento-Ottocento come Füssli, Blake, fondamentale per l’estetica decadente e simbolista, ma anche ispiratrice dei surrealisti(come Salvador Dalì e Max Ernst ), anticipa di almeno un decennio l’immaginazione degli artisti legati al Simbolismo, che vedranno in lui un precursore del loro movimento.
Negli ultimi venticinque anni del secolo, Moreau, “rinnova profondamente il proprio stile, sviluppando all’estremo i risvolti fantastici e inquietanti rintracciabili anche in soggetti classici o biblici.”
Inoltre nell’ultimo periodo della sua vita, nominato nel 1891 professore all’Accademia di Belle Arti di Parigi, avrà tra i suoi allievi anche molti futuri esponenti del fauvismo, come Matisse.
3)significato globale dell’opera d’arte.
« Credo solo a ciò che non vedo e unicamente a quello che sento. (Gustave Moreau) »
-Quadro storico culturale del periodo e rapporto con l’economia e la situazione socio-politica:
L’opera di Moreau pur non essendo coeva al Simbolismo, movimento artistico nato in Francia attorno al 1885, può inserirsi in questo filone artistico, per via delle numerose connessioni che lo legano ad esso e addirittura lo preannunciano. Il Simbolismo è considerato una delle più importanti correnti artistiche della fine del XIX secolo. La sua poetica, in netta contrapposizione sia alle poetiche naturalistiche e scientifiche del Realismo e dell’Impressionismo, costituisce un ponte tra l’Ottocento e il Novecento, influenzando e ponendo le premesse fondamentali alle Avanguardie del XX secolo. Secondo i simbolisti la pittura deve comunicare idee e stati d'animo ed esprimere la complessità del sogno, dell’immaginazione. La natura dev’essere reinterpretata dall’artista secondo la propria visione soggettiva e tra essa e il mondo interiore si possono ricostruire delle sottili corrispondenze, sotto forma di simboli. Il simbolo quindi è la parola chiave di questo movimento: compito dell’artista è quello di evocare le corrispondenze, i simboli che la natura racchiude e pertanto elabora un linguaggio nuovo, non più logico, ma analogico.
Nei simbolisti e in generale negli artisti della fine della seconda metà dell’Ottocento si manifesta un disagio nei confronti della società borghese emergente, che acclamava il trionfo della scienza, e di conseguenza una reazione a tutti gli aspetti ideologici, morali e letterali del Positivismo, corrente di pensiero che propugnava la scienza come fondamento di ogni forma di conoscenza. Questi artisti avvertivano infatti la crisi dei valori di fine Ottocento, sconvolto dalla Rivoluzione Industriale, dai conflitti di classe, da un progressivo scatenarsi degli imperialismi, da un’ostentata affermazione della superiorità dell’uomo bianco, dal decadere dei più nobili ideali romantici ; percepivano il fallimento del sogno più ambizioso del Positivismo: la persuasione che la scienza, distruggendo le “superstizioni” religiose, sarebbe riuscita a dare una spiegazione razionale ed esauriente del mistero della vita e avrebbe posto i fondamenti di una migliore convivenza degli uomini grazie alla forza illuminante ed assoluta della ragione, già emblema dell’Illuminismo. Viene manifestata, dunque, la sfiducia verso la scienza, la quale non è capace di penetrare nell’animo umano, né di spiegare i desideri dell’inconscio (quel mondo che Sigmund Freud esplorerà) e il bisogno per gli uomini di esplorare l’ignoto.
-Rapporto con le fonti letterarie:
Gustave Moreau viene citato “come esempio irrinunciabile della pittura simbolista” da Joris-Karl Huysmans, “uno dei principali propugnatori del Simbolismo tra letteratura e arti visive”. Nel suo romanzo semi-autobiografico À rebours (Controcorrente ) del 1884, considerato il “manifesto” del Decadentismo europeo viene descritto nei minimi particolari il quadro “L’Apparizione”, in quanto opera molto apprezzata proprio per il suo simbolismo e la sua raffinatezza estetica dal protagonista Des Esseintes :"Il delitto era compiuto; ora il carnefice stava impassibile, con le mani sul pomo della lunga spada. macchiata di sangue.
La testa decapitata del santo si era sollevata dal piatto posato sul pavimento e guardava, livida, con le labbra esangui, aperte, con il collo scarlatto, gocciolante lacrime. Un mosaico circondava il volto da cui si sprigionava un’aureola irradiandosi in fasci di luce sotto i portici. illuminando la spaventosa ascesa della testa, accendendo il globo vitreo delle pupille, fissate, quasi aggrappate alla danzatrice.
Con un gesto d’orrore, Salomé respinge la terrificante visione che la inchioda, immobile, sulle punte; i suoi occhi si dilatano, la mano stringe in modo convulso la gola.
E’ quasi nuda; nella frenesia della danza, i veli si sono sciolti, i broccati sono caduti: è vestita solo di gioielli e lucidi minerali; un corpetto, come un busto, le stringe la vita e, a mo’ di superbo fermaglio, un meraviglioso gioiello dardeggia lampi nell’incavo dei seni; più in basso, una cintura le circonda le anche, nasconde la parte superiore delle cosce battute da un gigantesco ciondolo dove scorre un fiume di carbonchi e di smeraldi; infine, sul corpo rimasto nudo, tra il corpetto e la cintura, il ventre si marca, scavato da un ombelico il cui foro sembra un sigillo di onice, dai toni lattiginosi, dalle tinte d’un rosa di unghia.
Colpite dai raggi ardenti emanati dalla testa del Precursore, tutte le sfaccettature dei gioielli s’infiammano; le gemme si animano. disegnano il corpo della donna con tratti incandescenti, la pungono al collo, alle gambe, alle braccia con aghi di fuoco, vermigli come carboni accesi, viola come getti di gas, azzurri come fiamme di alcol, bianchi come raggi di stelle.
L’orribile testa fiammeggia, sempre sanguinando, mettendo grumi di porpora scura alle estremità della barba e dei capelli."
Bibliografia:
Sul simbolismo:
GUASTALLA S., DIEGOLI M., La nuova bottega dell’arte, Paravia Bruno Mondatori Editori, 2000.
AA.VV.L’enciclopedia, vol 18, Sante-Sped, La biblioteca di Repubblica, Roma, Gruppo Editoriale L’Espresso S.p.A.,Divisione
AA.VV.L’enciclopedia tematica, Arte, vol 3, ORE-Z, L’Espresso Grandi Opere, Roma, Gruppo Editoriale L’Espresso S.p.A., 2005.
Su Gustave Moreau e la sua opera:
GUASTALLA S., DIEGOLI M., La nuova bottega dell’arte, Milano, Paravia Bruno Mondadori Editori, 2000.
AA.VV.L’enciclopedia, vol 14, Mik-Niet, La biblioteca di Repubblica, Roma, Gruppo Editoriale L’Espresso S.p.A., Divisione
COTTINO ALBERTO, DANTINI MICHELE , GUASTALLA SILVIA , La storia dell’arte, Grammatica dell’arte, Archimede edizioni, Milano, Paravia Bruno Mondadori Editori, 2004.
AA.VV.L’enciclopedia tematica, Arte, vol 2, FIR-ORD, L’Espresso Grandi Opere, Roma, Gruppo Editoriale L’Espresso S.p.A., 2005.
Fonti letterarie:
BAUDELAIRE CHARLES, I fiori del male, Roma, Newton & Compton Editori, 1998, introduzione a cura di Massimo Colesanti, traduzione italiana di Claudio Rendina.
HUYSMANS JORIS-KARL , Controcorrente, Roma, Newton & Compton Editori, 1998, introduzione a cura di Bruno Nacci, traduzione italiana di Ida Sassi.
Qualcuno forse si sarà chiesto la ragione per cui il mio blog porta questo titolo, "A decadent soul". Il motivo è piuttosto chiaro, nuovamente, se si presta attenzione al fatto che tra i miei interessi ho annoverato la parolina Decadentismo. Dunque, per dare una breve idea di che cosa sia questo signor "Decadentismo", citerò la seguente definizione dal dizionario d'italiano Sabatini Coletti : "decadentismo - Movimento artistico-letterario sviluppatosi in Francia negli ultimi decenni dell'Ottocento e poi diffusosi in tutta Europa; si contraddistingue per il recupero dell'individualismo e l'esasperata ricerca estetica." A sua volta il termine decadente, dal francese décadent, derivante da décadence "decadenza", e introdotto come termine letterario da Th Gautier nella prefazione del 1868 a "Les fleurs du mal" di Baudelaire, starà ad indicare il seguace, l'esponente del decadentismo. Pertanto, "decadent soul", "anima decadente", propriamente vuole significare che mi sento una strenua propugnatrice di questo eccezionale movimento di cui, ahimè, si sente parlare perlopiù sporadicamente e che spesso perfino a scuola è poco affrontato. Il mio intento è principalmente quello di ridiffonderne le tematiche e renderne maggiormente noti gli autori che hanno segnato non solo la storia di questo movimento, ma di tutta la letteratura europea in generale (e non solo); approfondirne il più possibile la poetica, enucleandone gli aspetti fondamentali e cercando, nei limiti del possibile, di scandagliarne quelli più particolari, più irrilevanti o a cui sinora non si è mai posto l'accento, operando anche collegamenti esterni, senza tralasciare niente. Lo so, è un proposito alquanto ambizioso, ma vedrò di realizzarlo e portare alla rivivescenza questa corrente artistica a ciu sono particolarmente legata sin da quando avevo 13 anni.
To be continued.
Dal 5 giugno fino ad oggi mi son data da fare per leggere il maggior numero di libri possibile, approfittando così dell'estate che però sta già volando via... E' dall'inizio delle vacanze che mi son preparata una lunghissima lista di libri da leggere...Ma forse ho esagerato :P...In fondo quantità non è mai stato sinonimo di qualità, e in effetti negli anni precedenti ero meno pressata dall'obiettivo di leggerli più in fretta possibile...E devo ancora leggerne alcuni per la scuola!! (-_-") tsk...
Ecco i libri che ho letto finora:
Il maestro e Margherita - Bulgakov
Il vangelo delle streghe - Leland
Il piacere - D'Annunzio
Paradisi artificiali - Baudelaire
L'universo, gli dei, gli uomini - Vernant
Il romanzo di Tristano e Isotta - Bédier
Rosemary's baby - Levin
Il mago - Maugham
Adesso invece sto leggendo:
Itaca - Cantarella
Il gattopardo - di Lampedusa
Etica per un figlio - Savater
Da rileggere:
Il giardino dei Finzi-Contini - Bassani
In programma:
Psicopatologia della vita quotidiana - Freud
L'Aleph - Borges
Il signore delle mosche - Golding
La misteriosa fiamma della regina Loana - Eco
La difficoltà di essere - Cuncteau
I dolori del gioavane Werther - Goethe
Una stagione all'inferno - Rimbaud
Illuminazioni - "
Le novelle della Pescara - D'Annunzio
Twylight - Meyer
Interrotti:
I fiori del male - Baudelaire
In mente per l'inverno:
Cime tempestose - Bronte
Jane Eyre - Bronte
Eh, sì...considerando che mancano solo 38 giorni prima che le vacanze finiscano (anzi, facciamo pure 37 e mezzo...), mi sa che dovrò darmi da fare...magari facendo un' ulteriore selezione tra i libri già scelti e in programma da leggere... Freud ad esempio lo voglio leggere a tutti i costi...
da Épigraphe pour un livre condamné, di C. Baudelaire
Quale attacco migliore avrei potuto dare a questo blog, il mio primo blog?^ ^
D’altra parte, nonostante la mia momentanea ispirazione sia evaporata come acqua al sole, non avrei mai potuto aspettare sino a domani per inaugurarlo(…) E questo per il semplice fatto, che poi così semplice non è, che domani sarà un altro giorno. Ma non solo. Al di là dell’apparente banalità di questa frase, io penso realmente che oggi sia un giorno assolutamente speciale, differente da tutti gli altri, l’unico giorno, di quest’anno che ha già superato il suo zenit, al quale credo sia impossibile non rivolgere almeno un’occhiatina sul calendario…Cavoli, oggi è il 07/07/07!!!
Il sette-sette-sette!!! E’ la prima volta in vita mia che mi capita d’imbattermi in una tale successione di sette e voglio godermela sino in fondo, anche se devo ammettere di aver “prosciugato” gran parte di questa giornata in maniera se vogliamo non molto intelligente… Però la notte è ancora giovane (anzi, non è ancora arrivata…) ed ho almeno un’ora di tempo prima che arrivi la mezzanotte a dissolvere questa magnifica combinazione numerica…Ora vi chiederete sicuramente la ragione di tanti scrupoli mentali per tre sette…E in tal caso io vi potrei rispondere: voi fra 100 anni ci sarete ancora per assistere a questa piccola meraviglia che stuzzicherebbe la mente di qualsiasi numerologo??
7 sono i giorni della settimana, 7 le virtù, 7 i re di Roma, 7 le meraviglie del mondo, 7 i colori dell’arcobaleno, 7 i vizi capitali, 7 i pianeti per gli antichi, 7 sono i petali della rosa, 7 i rami dell’albero cosmico, 7 sono le porte di Tebe, 7 sono l corde della lira, 7 sono le sfere celesti, 7 sono le Esperidi, 7 sono i cieli buddhisti, 7 sono “i giorni delle quattro fasi lunari” e “7 volte quattro è il ciclo della luna”, i riti del culto del dio Apollo si celebravano il 7 di ogni mese, 7 è “il numero chiave dell’Apocalisse”, 7 sono gli anni che ci vollero a Salomone per costruire il Tempio… Il 7, numero sacro, numero magico in tutte le culture, simboleggia la totalità, il compimento, la perfezione, l’ “iniziazione”, il “principio del divenire”, l’uomo e la donna, lo spirito e il corpo…
Chiudendo però questa parentesi di carattere numerologico, e quindi poco scientifico…XP, il 07/07/07 però è un giorno importante anche per un altro motivo, forse più individuabile più lampante, ovvero il Live Earth(…)
Mi auguro che questo evento riesca realmente nel suo compito di sensibilizzazione globale che si è prefisso…Cioè si auspica che d’ora in poi non siano solo gli ambientalisti a movimentarsi to save the planet, ma che anche i “menefreghisti”, spinti o meno da un meschino ed egoistico spirito di sopravvivenza- sì, perché ormai non si tratta più di salvare specie in via d’estinzione, quando la stessa esistenza della razza umana è a rischio…- si sveglino e facciano qualche cosina, nel loro piccolo...(dico io, basterebbe anche smetterla di negare che adesso si vive meglio di un tempo e che in realtà siamo continuamente bombardati da ingiustificati allarmismi, quasi ci fosse del gusto a creare dell’inutile terrorismo psicologico, quando è così patente al mondo intero lo stato di degradazione in cui stiamo sprofondando sempre più e quanto, più passa il tempo e l’acqua si alza, stiamo limitando sempre più irrimediabilmente il campo delle nostre possibilità di “salvezza”…)
Bene. Credo che per oggi possa bastare. Sarà anche vero che l’ispirazione vien scrivendo – come dico sempre io XP- ma non mi sembra neanche il caso di coartarmi a scrivere il blog fino a domani solo per coronare in bellezza questo 777 xD, visto che non ho ancora completato la “missione” di oggi, ovvero iscrivermi a Wikipedia(…) Ci ho provato per ore ed ore senza risultati…Niente, non accettano nessun nome che riconduca al mio nick, Sakkaku, nick che qualcuno ha già preso… Dovrò escogitare qualcos’altro…