This is the cauldron of my lucubrations... *loading* visite.
Me
Sakkaku nasce nell' emisfero australe in un giorno dispari (e primo),in un mese dispari (e primo), in un anno palindromo (dispari e primo, logicamente). Animo precocemente precoce, ha sempre avuto un'attrazione per tutto ciò che concerne la sfera dell'irrazionale, dell'ignoto; in particolare attorno ai 13 anni i suoi interessi iniziarono a definirsi ulteriormente come reazione di fronte all'ipocrisia e alla volgarità del mondo:e allora eccola abbracciare il Decadentismo, una volta letti il Ritratto di Dorian Gray di Wilde e i Fiori del male di Baudelaire.Contemporaneamente si addentrava più approfonditamente nel campo della psicanalisi, si cimentava nello studio dell'antropologia (con riguardo specifico per la stregoneria nell'Europa occidentale), conosceva e si appassionava al gothic metal,e,sostanzialmente,coltivava il lato "oscuro" del suo animo. A partire da quel momento i suoi gusti divennero sempre più selettivi, pur rimanendo pressochè gli stessi,così come le sue numerose velleità (...)
When my time comes
Forget the wrong that I've done
Help me leave behind some
Reasons to be missed
And don't resent me
And when you're feeling empty
Keep me in your memory
Leave out all the rest
Leave out all the rest Leave out all the rest - Linkin Park
PUOI
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Un po' alla rinfusa. Come la mia testa in questo periodo...
Per oggi vi propongo solo questo: devo dire che fare questo tipo di lavoro mi rilassa. Eppure non mi sentirò pienamente soddisfatta fintanto che non avrò trovato qualcosa di più violento, sanguinoso, espressivo, ai limiti dell'osceno e di ogni soglia del dolore umanamente concepibile nella storia dell'arte.
E se non ci riuscirò lo creerò.
Tutta l'Arte è un grido di dolore. Non c'è Arte senza sofferenza, non c'è capolavoro senza genialità, non c'è genialità senza FOLLIA.
1-Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.
2-Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3-La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
4-Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità
5-Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
6-Bisogna che il poeta si prodichi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.
7-Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro.
8-Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli! poichè abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.
9-Noi vogliamo glorificare la guerra-sola igiene del mondo-il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore
10-Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria
11-Noi canteremo le locomotive dall'ampio petto, il volo scivolante degli areoplani. E' dall'Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo
Oggi si celebra il centenario del manifesto futurista, fondato da Filippo Tommaso Marinetti per l'appunto il 20 Febbraio 1909 a Parigi.
Di MARTINA CORGNATI
"Sembra che quelle vorticose effusioni di luce e colore, quei prismi scintillanti che improvvisamente deflagrano e si irradiano dappertutto nello spazio della tela, gli siano stati suggeriti dall'esperienza del volo, la sua prima passione bruscamente interrotta nel 1945: quando, alla guida del suo aereo militare, costretto a un atterraggio di fortuna, si ferisce gravemente e resta diversi mesi in un letto d'ospedale. E' in questo periodo cruciale che Sam Francis (nato nel 1923 e morto nel 1994 in California) incomincia a dipingere, traducendo l'esperienza vertiginosa dello spazio in getti, schizzi e macchie colorate. In pochi anni il suo linguaggio è diventato assolutamente forte e personale: la prima antologica importante, allestita nel '55 alla Kunsthalle di Berna, lo consacra come l'ultimo degli espressionisti astratti, l'artista che ha profuso tutti i toni dell' arcobaleno sul solido ceppo dell'action painting, i cui protaqgonisti, da Pollock a Motherwell a de Kooning, sono in fondo tutti poco sensibili al colore. Invece [...] per Sam Francis il colore resterà sempre al centro di un'avventura creativa originale ma non autarchica e, anzi, aperta al confronto e alle suggestioni di altri artisti o scuole: soprattutto quelle europee, che i compagni di strada americani volevano cancellare in nome di uno stile <<completamente>> made in Usa. Sam Francis invece, ama l'impressionismo, che ispira le fittissime trame di segni e gli accordi <<timbrici>> prevalenti negli anni '50, trascorsi quasi tutti a Parigi; ama la filosofia zen, che seduce un'intera generazione di intellettuali sulle due rive dell'Atlantico, e che, nel suo caso, è all'origine dei <<bianchi>> dipinti dal '63 in poi: opere in cui le gocce di colore dense e pesanti sembrano galleggiare come stelle sospese nell'immensità del vuoto cosmico. [...]"
(tratto da la Repubblica, domenica 5 ottobre 2008)
Sam Francis - "Il profumo delle stelle Opere scelte,1956-1991"
21 settembre – 10 novembre 2008
tutti i giorni 9.30 -12.30 / 15.30-19.30
domenica su appuntamento
Galleria Repetto - Via Amendola 21/23, 15011 Acqui Terme (AL) IT
tel/fax +39 0144 325318
<< Alla domanda che sempre mi viene posta – perché hai scelto il blu? – risponderò prendendo a prestito ancora una volta da Gaston Bachelard il meraviglioso passaggio che riguarda il blu nel suo libro Psicanalisi dell’aria. Questo è in origine un documento di Mallarmé in cui il poeta, vivendo in una “paga stanchezza del mondo fra laghi obliati, soffre dell’ironia del blu. Percepisce un blu eccessivamente ostile che cerca con mano indefessa di “riempire i buchi nel blu malvagiamente fatti dagli uccelli”. Nel regno dell’aria blu, più che in qualsiasi altro luogo, si percepisce che il mondo è aperto alla più sfrenata fantasia. È allora che la fantasia acquista vera profondità. Il cielo blu si spalanca sotto i sogni, il sogno fugge dall’immagine bidimensionale; subito, paradossalmente, il sogno in volo esiste solo in profondità, mentre le altre due dimensioni, in cui le fantasie dipinte e pittoresche sono trattenute, perdono ogni interesse visionario. Il mondo sta quindi sul lato opposto di uno specchio non specchiante, oltre c’è una metafora, un aldilà puro e irreale, dimora della magnifica frase di Bachelard: “Prima non esiste nulla, poi c’è un fondo di nullità, e quindi una profondità di blu…”. >>