This is the cauldron of my lucubrations...
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Sakkaku nasce nell' emisfero australe in un giorno dispari (e primo),in un mese dispari (e primo), in un anno palindromo (dispari e primo, logicamente). Animo precocemente precoce, ha sempre avuto un'attrazione per tutto ciò che concerne la sfera dell'irrazionale, dell'ignoto; in particolare attorno ai 13 anni i suoi interessi iniziarono a definirsi ulteriormente come reazione di fronte all'ipocrisia e alla volgarità del mondo:e allora eccola abbracciare il Decadentismo, una volta letti il Ritratto di Dorian Gray di Wilde e i Fiori del male di Baudelaire.Contemporaneamente si addentrava più approfonditamente nel campo della psicanalisi, si cimentava nello studio dell'antropologia (con riguardo specifico per la stregoneria nell'Europa occidentale), conosceva e si appassionava al gothic metal,e,sostanzialmente,coltivava il lato "oscuro" del suo animo. A partire da quel momento i suoi gusti divennero sempre più selettivi, pur rimanendo pressochè gli stessi,così come le sue numerose velleità(...)



When my time comes
Forget the wrong that I've done
Help me leave behind some
Reasons to be missed
And don't resent me
And when you're feeling empty
Keep me in your memory
Leave out all the rest
Leave out all the rest
Leave out all the rest - Linkin Park
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A Decadent Soul


domenica, 25 ottobre 2009
Eri il mio quasar...
sakkaku forgets the wrong at 21:37 «


E' passato un anno da allora...
ricorrenze, allucinazioni, condizione passata «
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"La natura delle cose". Le mie...
sakkaku forgets the wrong at 21:31 «
www.torinodanzafestival.it/edizioneInCorso.aspx

Non esiste ancora il tag infelicità. Che peccato.

23 - 24 ottobre 2009 - Fonderie Limone Moncalieri
La natura delle cose - Compagnia Virgilio Sieni

di Virgilio Sieni
dal De rerum natura di Lucrezio
regia, coreografia, scene Virgilio Sieni
collaborazione alla drammaturgia e traduzioni Giorgio Agamben
con Ramona Caia, Massimiliano Barachini, Jacopo Jenna, Csaba Molnàr, Daniele Ninarello
musiche originali Francesco Giomi
voce Nada Malanima
costumi Geraldine Tayar
luci Virgilio Sieni
responsabile dell’allestimento Edoardo Ridi
elettricista Luisa Giusti
strutture gonfiabili Fly In Balloons s.r.l.
maschere animali Chiara Occhini
prosthesis e consulenza meccanismi, automazioni Giovanna Amoroso
e Istvan Zimmermann-Plastikart
si ringrazia Tempo Reale Firenze
coproduzione Teatro Metastasio - Stabile della Toscana
collaborazione alla produzione Torinodanza Festival/CANGO Cantieri Goldonetta Firenze

la Compagnia è sostenuta da Ministero per i Beni e le Attività Culturali/Regione Toscana
Comune di Firenze - Assessorato alla Cultura/Comune di Siena - Assessorato alla Cultura

 

La natura delle cose ossia la necessità di rivolgersi all’anima e all’origine della realtà, situando la danza come strumento di indagine e come manifesto per una riflessione sull’oggi: partendo dal poema di Lucrezio De rerum natura Virgilio Sieni ha realizzato uno spettacolo intessendo importanti collaborazioni con il filosofo Giorgio Agamben, che ha contribuito al concept dello spettacolo e all’elaborazione della drammaturgia, con il compositore Francesco Giomi che ha creato la musica originale, e con la cantante Nada, che ha letto il testo di Lucrezio. Cinque danzatori, cinque tra gli artisti con cui Virgilio Sieni ha lavorato più intensamente nel corso della carriera, attraversano le tre scene che compongono lo spettacolo, dando vita a un compatto quartetto di uomini in costante relazione con una figura femminile, metamorfica e sempre presente, come la “Venere-dea dell’atto generativo” evocata da Lucrezio all’inizio del poema. “La natura delle cose, la scena come messa a nudo del corpo. Ogni momento è tenue, e il gruppo dei cinque danzatori, inteso come un corpo unico, procura gesti allo spazio, gesti non rituali, ma una continua liberazione del gesto in un altro.
E in tutto questo esserci nello spettacolo a cosa guardiamo infine? E il teatro, non solo quello dell’ora notturna, ma il pane che azzanniamo quotidianamente come necessità e desiderio, è ancora quell’urto indefinito nella “momentaneità” di chi guarda, di chi partecipa? Ancora, oggi, varcando gli spazi che accolgono i corpi, immagino sempre un danzatore, o un angelo, un beato senza organi, che fa nascere il ballo da una sempre tenuissima e tesissima musica interiore”.


Virgilio Sieni

Uno spettacolo che desideravo vedere dal 19 settembre, su cui mi ero informata dal 21 settembre e di cui avevo il biglietto dal 12 settembre.

E NON L'HO VISTO.

Fingerò che mi abbiano rubato circa 20 euro dal portafogli...
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"Che cos'è la vita per me?"
sakkaku forgets the wrong at 21:24 «
<<(...)-Pentimenti sul passato, noja del presente, e timor del futuro; ecco la vita. La sola morte, a cui è commesso il sacro cangiamento delle cose, promette pace.>>

Ugo Foscolo, Le ultime lettere di Jacopo Ortis, Rimino 5 marzo, ore undici della sera.
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martedì, 20 ottobre 2009
"Crimen amoris", superbo ritratto di Rimbaud
sakkaku forgets the wrong at 21:36 «
(A Villiers de l'Isle-Adam)
NAGUERE
Dans un palais, soie et or, dans Ecbatane,
De beaux démons, des satans adolescents,
Au son d'une musique mahométane,
Font litière aux Sept Péchés de leurs cinq sens.

C'est la fête aux Sept Péchés : ô qu'elle est belle !
Tous les désirs rayonnaient en feux brutaux ;
Les Appétits, pages prompts que l'on harcèle,
Promenaient des vins roses dans des cristaux.

Des danses sur des rhythmes d'épithalames
Bien doucement se pâmaient en longs sanglots
Et de beaux choeurs de voix d'hommes et de femmes
Se déroulaient, palpitaient comme des flots.

Et la bonté qui s'en allait de ces choses
Était puissante et charmante tellement
Que la campagne autour se fleurit de roses
Et que la nuit paraissait en diamant.

Or, le plus beau d'entre tous ces mauvais anges
Avait seize ans sous sa couronne de fleurs.
Les bras croisés sur les colliers et les franges,
Il rêve, l'oeil plein de flammes et de pleurs.

En vain la fête autour se faisait plus folle,
En vain les Satans, ses frères et ses soeurs,
Pour l'arracher au souci qui le désole,
L'encourageaient d'appels de bras caresseurs :

Il résistait à toutes câlineries,
Et le chagrin mettait un papillon noir
A son cher front tout brûlant d'orfèvreries.
Ô l'immortel et terrible désespoir !

Il leur disait : " Ô vous, laissez-moi tranquille ! "
Puis, les ayant baisés tous bien tendrement,
Il s'évada d'avec eux d'un geste agile,
Leur laissant aux mains des pans de vêtement.

Le voyez-vous sur la tour la plus céleste
Du haut palais avec une torche au poing ?
Il la brandit comme un héros fait d'un ceste,
D'en bas on croit que c'est une aube qui point.

Qu'est-ce qu'il dit de sa voix profonde et tendre
Qui se marie au claquement clair du feu
Et que la lune est extatique d'entendre ?
"Oh ! je serai celui-là qui créera Dieu !

" Nous avons tous trop souffert, anges et hommes,
De ce conflit entre le Pire et le Mieux.
Humilions, misérables que nous sommes,
Tous nos élans dans le plus simple des voeux.

"Ô vous tous, ô nous tous, ô les pécheurs tristes,
Ô les gais Saints, pourquoi ce schisme têtu ?
Que n'avons-nous fait, en habiles artistes,
De nos travaux la seule et même vertu ?

"Assez et trop de ces luttes trop égales !
Il va falloir qu'enfin se rejoignent les
Sept Péchés aux Trois Vertus Théologales !
Assez et trop de ces combats durs et laids !

"Et pour réponse à Jésus qui crut bien faire
En maintenant l'équilibre de ce duel,
Par moi l'enfer dont c'est ici le repaire
Se sacrifie à l'amour universel !"

La torche tombe de sa main éployée,
Et l'incendie alors hurla s'élevant,
Querelle énorme d'aigles rouges noyée
Au remous noir de la fumée et du vent.

L'or fond et coule à flots et le marbre éclate ;
C'est un brasier tout splendeur et tout ardeur ;
La soie en courts frissons comme de l'ouate
Vole à flocons tout ardeur et tout splendeur.

Et les Satans mourants chantaient dans les flammes,
Ayant compris, comme s'ils étaient résignés.
Et de beaux choeurs de voix d'hommes et de femmes
Montaient parmi l'ouragan des bruits ignés.

Et lui, les bras croisés d'une sorte fière,
Les yeux au ciel où le feu monte en léchant,
Il dit tout bas une espèce de prière,
Qui va mourir dans l'allégresse du chant.

Il dit tout bas une espèce de prière,
Les yeux au ciel où le feu monte en léchant...
Quand retentit un affreux coup de tonnerre,
Et c'est la fin de l'allégresse et du chant.

On n'avait pas agréé le sacrifice :
Quelqu'un de fort et de juste assurément
Sans peine avait su démêler la malice
Et l'artifice en un orgueil qui se ment.

Et du palais aux cent tours aucun vestige,
Rien ne resta dans ce désastre inouï,
Afin que par le plus effrayant prodige
Ceci ne fût qu'un vain rêve évanoui...

Et c'est la nuit, la nuit bleue aux mille étoiles ;
Une campagne évangélique s'étend,
Sévère et douce, et, vagues comme des voiles,
Les branches d'arbre ont l'air d'ailes s'agitant.

De froids ruisseaux courent sur un lit de pierre ;
Les doux hiboux nagent vaguement dans l'air
Tout embaumé de mystère et de prière :
Parfois un flot qui saute lance un éclair.

La forme molle au loin monte des collines
Comme un amour encore mal défini,
Et le brouillard qui s'essore des ravines
Semble un effort vers quelque but réuni.

Et tout cela comme un coeur et comme une âme,
Et comme un verbe, et d'un amour virginal
Adore, s'ouvre en une extase et réclame
Le Dieu clément qui nous gardera du mal.

Paul Verlaine, Jadis et Naguère
ricorrenze, rimbaud, decadentismo, simbolismo «
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domenica, 04 ottobre 2009
Empire of the sun- We are the people
sakkaku forgets the wrong at 13:20 «

We can remember swimming in December,
Heading for the city lights, in 1975
 We share in each other Nearer than father
The scent of a lemon, drips from your eyes
 We are the people that rule the world
A force running in every boy and girl All rejoicing in the world
Take me now
We can try
 We lived an adventure
 Love in the Summer
 Followed the sun till night
Reminiscing other times of life
For each every other
The feeling was stronger
 The shock hit eleven
Got lost in your eyes
Chorus:
I can’t do well when I think you’re gonna leave me, but I know I try
 Are you gonna leave me now
Can’t you be believing now
(repeat)
Can you remember and humanize,
It was still where we’d energized,
Lie in the sand and visualize like its 75 again
We are the people that rule the world
A force running in every boy and girl
All rejoicing in the world
Take me now
 We can try
 Chorus:
I can’t do well when I think you’re gonna leave me, but I know I try
Are you gonna leave me now
Can’t you be believing now
(repeat)
 I know everything about you
 You know everything about me
 Know everything about us
(repeat)
Chorus:
I can’t do well when I think you’re gonna leave me, but I know I try
 Are you gonna leave me now
Can’t you be believing now
(repeat)
musica «
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Perché
sakkaku forgets the wrong at 13:13 «
Esiste sempre un perché.
il blog, sakkaku «
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domenica, 20 settembre 2009
E' stato bello finché è durato.
sakkaku forgets the wrong at 21:33 «
ADDIO.
il blog, sakkaku «
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sabato, 19 settembre 2009
500 giorni insieme
sakkaku forgets the wrong at 12:35 «


Un film che vorrei davvero andare a vedere non appena uscirà nelle sale italiane. Ovvero il 20 novembre.


cinema «
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Ed oltre il Parini...Ho preferito pure l'Alfieri!!
sakkaku forgets the wrong at 12:11 «


In anteprima il 17 settembre al Cinema Massimo. Ma che volete che vi dica...Io mi son letta l'Alfieri!!
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Col senno di poi...
sakkaku forgets the wrong at 12:05 «
Koji Morimoto
Koji Morimoto è nato nel 1959 a Wakayama e si è laureato alla Scuola di Design di Osaka. E' annoverato come uno dei più talentuosi animatori della scena attuale. Numerose sono le sue partecipazioni ai disegni chiave di importanti serie Tv e lungometraggi per il cinema dove ha spesso ricoperto anche il ruolo di "sakkan" ovvero direttore dell'animazione. Ha lavorato al fianco di tutti i più importanti registi del settore, per citarne alcuni: Osamu Dezaki, Rintaro e Hayao Miyazaki. Amico personale e stretto collaboratore di Katsuhiro Otomo - con cui ha condiviso l'esperienza colossale di Akira (1988) - è stato tra i fondatori dello Studio 4°C, animation house che si è distinta per l'attitudine alla sperimentazione grafica e linguistica al limite dell'avanguardia e per la volontà di collaudare soggetti atipici nel panorama degli anime. Non è perciò un caso che Morimoto abbia preso parte, come regista o animatore, a tutti i film cosiddetti “omnibus” che sono annoverati dalla critica come il più importante anello di giunzione tra l'animazione giapponese “industriale” di lungometraggio e quella “indipendente” confinata nella forma del cortometraggio. Le sue regie più famose sono Magnetic Rose, primo episodio del film Memories (1995), e Beyond, segmento di chiusura del progetto nippoamericano Animatrix (2003). Morimoto è attivo anche nel campo dei videoclip e dei videogame. Mercoledì 16 settembre, Koji Morimoto presenta a Torino "Genius Party Beyond". Genius Party Beyond (2008) è il sequel ideale di Genius Party, realizzato l'anno precedente sempre dallo Studio 4°C. Entrambi i titoli sono classificabili come "omnibus" ovvero film collettivi composti da episodi firmati da registi diversi. Questi cortometraggi spaziano dallo stile narrativo "classico" degli anime alla sperimentazione grafica bidimensione o 3D. A ciascun regista è stata concessa la massima libertà artistica. Il risultato è, come suggerisce lo stesso titolo, una festa della fantasia genialoide. I segmenti che compongono il film sono: Gala di Mahiro Maeda, Moondrive di Kazuto Nakazawa, 'Wanwa' the Puppy di Shinya Ohira, Tojin Kit di Tatsuyuki Tanaka, Dimension Bomb di Koji Morimoto.

From: www.mangaimpact.ch/


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16 settembre, ore 17.15: "Ci vado? Non ci vado? Mah... Meglio studiare il Parini."

Stulta o sedula?

Meglio la cicala o la formica?

E' possibile una forma di felicità intermedia?

Rinuncia schopenhaueriana o volontà di potenza?

Vedete come dalle piccole cose si possono trarre grandi spunti filosofici?

Perché sono così romantica da vivere solo o nel passato o nel futuro?

Warum streben? (is it correct?)

Why not the present?


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